giovedì, Settembre 10, 2026

Porretta torna alla normalità, Comune al lavoro per individuare le fragilità

di Giacomo Martini

PORRETTA TERME – Dopo avere sfiorato la tragedia, la città lentamente ritorna alla normalità; ieri l’altro il vecchio e storico Rio Maggiore, da sempre meta di turisti per le sue acque ed il suo corso tra boschi e cascate che dalle pendici del Monte Cavallo attraversa il vecchio centro abitato e le antiche terme romane, è tracimato prima di scaricarsi nel letto del fiume Reno sotto la stazione ferroviaria. Questa volta non ha rispettato i limiti tradizionali del suo antico percorso, ha superato i muri travolgendo strade, vie e piazze. Per fortuna solo una parte dell’acqua ha travalicato il percorso del Rio che nel complesso ha contenuto la violenza dell’acqua, altrimenti oggi ben altri sarebbe i danni arrecati all’antico centro termale.

Giuseppe Nanni

Abbiamo chiesto a Giuseppe Nanni, sindaco di Alto Reno Terme, il nuovo comune nato dalla fusione tra Porretta Terme e Granaglione di illustrarci la situazione e soprattutto quali le cause di questo disastro.

“In primo luogo – spiega il Sindaco – la pioggia in 15 minuti, dalle 12.15 alle 12,30, ha scaricato sul paese 78 millimetri di acqua, una quantità straordinaria; nella parte del paese a ridosso delle vecchie terme è avvenuta la rottura dell’argine di destra del piccolo lago e della paratia susseguente che non ha permesso il deflusso normale dell’acqua. E’ crollato il muretto e l’acqua ha cominciato a scendere da via Terme fino alle piazze intasando il collettore di via Mazzini, completando l’opera di allagamento, seppure parziale del centro del paese. Adesso è al lavoro una commissione per capire dove si sono verificate le fragilità strutturali”.

“Stiamo verificando i danni – prosegue Nanni -, ci sono ancora strade chiuse per il fango ed i detriti e abbiamo avanzato la richiesta dello stato di calamità”.

Davanti a questo episodio potremmo dire che siamo nella normalità visto che quotidianamente assistiamo a fenomeni simili, ma non è il caso di Porretta. In questo caso specifico appare evidente che nella parte alta del paese, dove il fiume ha tracimato, non si fanno i lavori di sistemazione e ammodernamento necessari da anni, quell’area è di proprietà della nuova società che ha acquisito le Terme senza mantenere le promesse fatte ai cittadini due anni orsono, quando fu presentato il progetto di restauro e rilancio delle vecchie terme dove oggi rimangono solo o ponteggi.

Su questa mancata promessa c’è molto malcontento tra i cittadini che continuano a chiedersi le ragioni di tutto questo. Nell’attesa di una risposta e di fatti concreti Porretta Terme e l’Alto Reno sta morendo.

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