mercoledì, Settembre 9, 2026

Porrettana, con i bus sostitutivi si garantiscono solo i medesimi disservizi

di Giacomo Martini

ALTO RENO – Ancora una volta, il servizio ferroviario lungo la tratta Porretta Terme – Bologna si dimostra assolutamente inadeguato e irrispettoso nei confronti dei cittadini dell’Appennino bolognese.

Questa mattina, il viaggio da Porretta a Bologna si è trasformato in un’odissea. Partiti alle ore 7:25 con il bus sostitutivo, i pendolari si sono ritrovati a Sasso Marconi con pochi minuti di ritardo rispetto alla partenza del treno per Bologna previsto alle 8:46. Nonostante ciò, il convoglio è partito all’orario previsto senza tener conto del ritardo del mezzo proveniente da Porretta, lasciando a terra i passeggeri del bus. Una dimostrazione che in realtà non si tratta – come dichiarato – di un effettivo servizio sostitutivo integrato, ma di una disorganizzazione inaccettabile.

Come se non bastasse, il treno successivo delle ore 9:16 è rimasto inspiegabilmente bloccato per diversi minuti alle porte della stazione di Bologna Centrale, concludendo il viaggio solo alle ore 9:48. Era il treno regionale n. 17666.

Quello di oggi non è un episodio isolato, ma l’ennesima dimostrazione di un servizio ferroviario carente, disorganizzato e lontano anni luce dalle reali esigenze di chi vive e lavora in montagna. I cittadini dell’Appennino sono stanchi di subire quotidianamente ritardi, mancate coincidenze e una totale assenza di coordinamento tra autobus e treni.

A questo proposito registriamo un appello di Marta Evangelisti, capo gruppo FdL nel consiglio regionale Emilia-Romagna.

“A tutela dei pendolari e dei residenti, rivolgiamo un severo richiamo a Trenitalia-Tper e alla Regione Emilia-Romagna: è inaccettabile continuare a ignorare le istanze di chi, ogni giorno, deve affrontare enormi disagi per spostarsi. Serve un cambio di passo immediato, trasparente e concreto, anche nel programmare il servizio quando ci sono lavori in corso, che ormai ricadono da diversi anni sempre in questo periodo e sempre con gli stessi disservizi”.

A questo punto sarebbe necessario che i sindaci dei comuni coinvolti la smettessero di inviare lettere di protesta, ma si sedessero sui binari per abbattere, forse, il muro di incompetenza e inadempienza degli Tper e Trenitalia.

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