mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, a Natale il commercio non decolla: in rosso la ristorazione

PRATO – E’ profondo rosso per la ristorazione dell’area pratese. Secondo lo studio condotto da Confesercenti Prato, su un campione totale di 100 attività commerciali, nel week end di Natale i ristoranti hanno registrato un calo degli incassi (secondo quanto ravvisato dalla Fiepet) di oltre 50%, con una riduzione dell’84% delle presenze. Nei bar il giro d’affari è diminuito del 75%. A pesare sono soprattutto le disdette, aumentante in media del 40% a seguito del repentino innalzamento dei contagi.

Meno drammatica la situazione nei settori no food, dove la riduzione delle vendite ha coinvolto circa il 36% degli intervistati, con un decremento che in media si attesta sul 20%. La metà degli intervistati (50%) non ha invece ravvisato miglioramenti o peggioramenti, mentre il 14% ha segnalato un aumento nelle vendite.

La spirale negativa coinvolge anche le aspettative future, quelle sul periodo dei saldi, al via la prossima settimana. Secondo lo studio di Confesercenti a prevedere cattive acque sarebbe il il 29% degli esercenti.

Un ristorante (foto d’archivio)

”Per il commercio pratese vendite di Natale tra luci (flebili) e ombre (lunghe)”, commenta Stefano Bonfanti, Presidente Provinciale Confesercenti Prato. ” E’ stato un Natale caratterizzato da sobrietà e attenzione per quanto riguarda gli acquisti, con risultati anche differenziati per prodotti e imprese, sebbene alcuni settori abbiano tenuto e non si sia verificato un crollo generalizzato delle vendite, rispetto all’anno pre covid 2019”.

“Il Natale per la ristorazione – continua Renzo Bellandi, presidente della Fiepet Prato – è un momento importante, che incide molto sui fatturati delle imprese e utile a fronteggiare i costi di gestione che, vogliamo ricordarlo, non sono diminuiti ma, con la pandemia e l’aumento delle materie prime, sono addirittura aumentati. Per questo è fondamentale che siano messe a disposizione quelle misure utili a superare il momento di grande difficoltà e a impedire chiusure e perdite di posti di lavoro: cassa integrazione, sgravi fiscali, esenzione dalla tassa di occupazione del suolo pubblico per i dehors, liquidità a tasso zero e moratoria sui mutui. Misure che devono avere efficacia per tutto il 2022 in modo tale da dare un minimo di fiducia e possibilità di programmazione per un periodo sufficientemente lungo”

”Ci auguriamo – concludono Bonfanti e Bellandi  – che gli ultimi giorni dell’anno possano contribuire a migliorare la situazione e che, dopo le disdette di questi giorni dovuti alla grande incertezza che si è venuta a creare dopo l’approvazione delle ultime restrizioni, le persone recuperino fiducia e voglia di uscire e frequentare i locali che sono attrezzati per garantire il massimo di sicurezza”. (r.b.)

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