mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, al dipartimento di oncologia del Santo Stefano la biopsia liquida

PRATO – Un ulteriore traguardo raggiunto dalla Struttura Dipartimentale di Patologia Molecolare Oncologica del Santo Stefano, diretta dalla dottoressa Silvia Bessi. Si tratta di nuove possibilità diagnostiche e di cura per i pazienti oncologici dell’ASL Toscana Centro. La Struttura ha ampliato il pannello delle possibilità diagnostiche aprendo la strada alla così detta “biopsia liquida“, una tecnica di campionamento che consente di analizzare il DNA tumorale che viene spontaneamente rilasciato dalle cellule neoplastiche nel circolo sanguigno, attraverso un prelievo di sangue.

La Struttura si occupa di analizzare DNA ed RNA delle cellule tumorali presenti sui preparati citologici ed istologici dei pazienti oncologici, raccolte con biopsia e/o con interventi operatori per identificarne le alterazioni, in modo da guidare la scelta terapeutica personalizzata e mirata a beneficio di una medicina di precisione.

I preparati, talvolta, possono essere estremamente carenti della cellularità neoplastica necessaria per procedere con le indagini. In questi casi selezionati è possibile bypassare questa criticità con l’impiego della biopsia liquida, metodica attivata nella Struttura pratese da oltre 5 mesi.

I vantaggi sono molteplici; a partire dal fornire una chance in più ai pazienti che altrimenti non potrebbero avere una diagnosi utile se non sottoponendosi ad un ulteriore intervento bioptico, non sempre possibile e certamente più invasivo e complesso del semplice prelievo ematico.

L’impiego della biopsia liquida non si ferma qui. E’ infatti un utile strumento anche per monitorare la risposta terapeutica in gruppi selezionati di pazienti che presentano specifiche alterazioni.

Con un semplice prelievo ematico a cadenze temporali, stabilite in base alla terapia, è possibile studiare nel tempo l’andamento del DNA tumorale e identificare più precocemente rispetto alle indagini strumentali una eventuale ricaduta e/o l’insorgenza di mutazioni di resistenza al farmaco. Questo consente di fornire all’Oncologo armi aggiuntive per modulare l’iter terapeutico.

La Struttura di Patologia Molecolare Oncologica, afferisce all’Area Diagnostica Morfologica e Caratterizzazione Biomolecolare, diretta dal dottor Mauro Biancalani ed è inserita nel Dipartimento Oncologico Aziendale la cui direzione è affidata alla dottoressa Luisa Fioretto. Il laboratorio pratese analizza il materiale biologico per tutti i pazienti oncologici seguiti nei vari Presidi della USL Toscana Centro.

Il paziente esegue il prelievo ematico presso l’ambulatorio dell’Oncologia che lo ha in cura senza doversi spostare al Santo Stefano. Le provette sono inviate attraverso un servizio di trasporti interno all’Azienda, come già accade per il recupero del materiale citologico ed istologico.

Evitare al paziente di spostarsi in altre sedi e provvedere al trasferimento del materiale biologico prelevato sono obiettivi che l’Area ed il Dipartimento si sono posti nell’ottica di favorire l’accesso ai servizi.

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