mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, continua l’andamento negativo del settore manifatturiero

PRATO – Alla fine dell’anno 2024 nella provincia di Prato si contano 33.254 imprese registrate, di cui 29.237 attive.

Per il terzo anno consecutivo la crescita del tessuto imprenditoriale si mantiene su livelli contenuti, con dinamiche differenziate tra i vari settori economici.

Il settore manifatturiero, tradizionale motore economico del territorio, peggiora rispetto al 2023. Le imprese attive nel comparto scendono a 8.303, segnando un calo dello 0,9% rispetto al 2023.

La flessione coinvolge quasi tutte le componenti del settore: le industrie chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma registrano un calo del 4,4%, la trasformazione alimentare perde il 3,2% e l’industria del legno e del mobile segna un -2,9%

Anche il sistema moda risente delle difficoltà congiunturali del comparto, con un calo dell’1,2% a livello aggregato, particolarmente evidente nel tessile (-3,7%) e nella fabbricazione di articoli in pelle e simili (-3,2%). Qualche segno di difficoltà, infine, sembra affiorare anche nel settore delle confezioni che arresta la sua notoria crescita, fermandosi a 4.635 imprese attive (-0,2%).

Tra gli altri settori si registra una sostanziale stabilità del numero delle imprese attive nelle costruzioni (3.819 a fine 2024; +0,2%) e nel commercio, che evidenzia un lieve calo dello 0,6% (-1,2% per il commercio all’ingrosso).

Più dinamico appare il settore del turismo, alloggio e ristorazione con una crescita dell’1,9% rispetto al 2023, trainato soprattutto dai servizi di ristorazione (+1,9%), cui si contrappone un leggero calo (-0,9%) delle strutture ricettive.

Il settore dei servizi si distingue per una crescita del 2%, per il quale si registra un andamento positivo tanto nei servizi alle imprese (+2,0%) quanto in quelli rivolti alla persona (+1,9%).

A Prato il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è positivo, confermando la vivacità del tessuto imprenditoriale pratese. Tuttavia, il tasso medio annuo di cessazione, pur in lieve calo rispetto all’anno precedente (da 8,0% al 7,2%), rimane elevato, con un valore che viene confermato anche dall’analisi del tasso di mortalità che posiziona Prato all’ultimo posto nella graduatoria delle province italiane.

Il tasso di sopravvivenza delle imprese a tre anni dalla data di iscrizione (72,0%) è leggermente migliorato rispetto al 2023 ma ancora al di sotto delle medie regionale (73,8%) e nazionale (75,9%).

Notizie più incoraggianti arrivano dal tasso di natalità imprenditoriale, che con il 7,26% sale dal secondo al primo posto della graduatoria delle province italiane.

L’andamento relativo dei flussi di iscrizione e di cessazione ha comportato, rispetto al 2023, una relativa stabilizzazione del tasso di turn-over della base imprenditoriale nella provincia di Prato anche se, tassi di iscrizione e di cessazione decisamente sostenuti, mantengono comunque il turn-over del tessuto imprenditoriale pratese ben al di sopra delle medie regionale e nazionale. Questo fatto è in gran parte riconducibile alla forte presenza di imprese avviate da cittadini stranieri per le quali il turn-over è “strutturalmente” più alto di quello sperimentato presso le aziende a conduzione italiana.

Alla fine del 2024 oltre alle imprese attive risultano iscritte al Registro della Camera di commercio di Pistoia-Prato altre 4.017 aziende tra inattive, in fase di scioglimento e/o liquidazione o soggette a procedura concorsuale, di cui 1.186 in fase di scioglimento e/o liquidazione (-1,6%) e 636 sottoposte a procedura concorsuale (-6,2%).

Prosegue la flessione delle imprese giovanili, che a fine 2024 sono 2.211, con un calo del 5,1% rispetto al 2023, che ha interessato in particolare il manifatturiero (-13,0% in totale, -20,6% nel tessile e -14,4% nelle confezioni di articoli di abbigliamento), il commercio (-7,8%), i servizi turistici, di alloggio e ristorazione (-11,4%) e le costruzioni (-2,0%). Tuttavia aumentano in alcuni settori dei servizi, con una crescita del 5,7% per le attività di supporto alle imprese e dell’8,1% per i servizi alla persona, e nel settore della meccanica ed elettronica del comparto industriale, che registra un incremento piuttosto significativo (+13,2%).

Nonostante le difficoltà, Prato conferma una propensione all’imprenditorialità giovanile superiore alla media regionale e nazionale, segnale di un contesto ancora favorevole all’innovazione e alla nuova impresa.

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