PRATO – Martedì 28 luglio ricorre la festa della Madonna del Sacro Cingolo, la preziosa
reliquia simbolo della città e della Chiesa di Prato.

La data coincide con l’episodio del famoso tentativo di furto della reliquia da parte di
un pistoiese che lavorava per la pieve, Giovanni di ser Landetto detto Musciattino, nella
notte fra il 27 e il 28 luglio del 1312. Secondo le ricerche storiche oggi più accreditate
Musciattino sottrasse la cintura per rivenderla ai fiorentini. Scoperto, fu catturato,
processato e giustiziato.
La ricorrenza viene festeggiata in Duomo nella Cappella del Sacro Cingolo.
Martedì 28 luglio alle 9 è in programma la recita del Rosario e alle 9,30 ci sarà la messa
solenne presieduta dal vicario generale, il canonico Daniele Scaccini, e concelebrata da tutto il Capitolo della cattedrale.
In questo giorno, partecipando alle funzioni in programma o almeno visitando
devotamente la cattedrale, si può ottenere l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni
(confessione e comunione sacramentale, recita del Padre nostro e del Credo, preghiera per il Santo Padre). L’indulgenza, ovvero la remissione delle pene dovute per i peccati, è stata
concessa, nel 1996, in occasione del titolo di Basilica minore attribuito alla cattedrale da
Papa Giovanni Paolo II.
Il racconto del tentato furto, avvenuto 714 anni fa, ha degli aspetti che oggi gli
storici considerano in realtà poco attendibili.
“In particolare – commenta il parroco della cattedrale e canonico Marco Pratesi,
autore del volume Storia della preziosissima Cintola della gloriosa Vergine Maria – non è
credibile la parte in cui si racconta che Musciattino sia scappato dalla chiesa con la reliquia
e abbia girato in tondo in città a causa di una strana nebbia. In realtà si ritiene che non sia
mai uscito dalla pieve di Santo Stefano. Essendo un dipendente avrà avuto una stanza nei
locali della chiesa. Sottrasse la Cintola e la tenne con sé almeno per una notte perché
all’inizio nessuno pare si sia accorto della sparizione. Poi, nel tentativo di venderla, ne parlò
ad alcune persone e fu denunciato e arrestato”.
La parte della storia che affascina forse di più i pratesi è quella della mano tagliata al
ladro e poi lanciata contro la chiesa dalla folla inferocita. E’ diventata una consuetudine
infatti cercare l’impronta di quella mano che, secondo le cronache, si trova nell’architrave
della seconda porta sul lato sud, la più vicina al campanile.
La vera origine della festa del 28 luglio è stata, almeno inizialmente, slegata
dall’episodio di Musciattino. Nei primi secoli nei quali il Sacro Cingolo è stato custodito
nella pieve di Santo Stefano, l’unica festa annuale cadeva l’8 settembre, Natività di Maria.
Non esistendo durante l’anno una festa specifica della Madonna del Sacro Cingolo alla fine
del XVIII secolo fu deciso di istituirla e venne scelta la seconda domenica di luglio.
A seguito della riforma sulla liturgia del Concilio Vaticano II – con la quale si è
deciso che la liturgia domenicale prevalga su ogni altra festa o solennità – la ricorrenza è
stata spostata a una data fissa ed è stato scelto il 28 luglio proprio perché coincideva con un episodio famoso legato alla cintura: il tentato furto di Musciattino.



