PRATO – “Assenza di peso” sarà il titolo del Contemporanea Festival 2022, che dal prossimo 16 settembre aprirà la stagione teatrale del Teatro Metastasio.
Per un totale di 18 compagnie, 31 spettacoli e 10 giorni di festival dal 16 al 25 settembre, il Contemporanea di quest’anno sarà “radicato nel presente, ma con lo sguardo rivolto verso il futuro”: in un periodo storico fatto di emergenze, distanziamenti sociali e massiccia digitalizzazione, il corpo di ognuno di noi a tratti non sembra più dimora di un rapporto con la natura, ma un oggetto quasi superfluo, svuotato del suo ruolo. Senza gravità, appunto, da cui il titolo “Assenza di peso”.

Questo sarà il tema principale esplorato dal festival, in cui artisti e artiste indagano nuovi rapporti dell’uomo con l’habitat e la natura, e immaginano la futura relazione fra organico e artificiale, sia in chiave di convivenza che in chiave distopica.
Spiccano due fra tutte le collaborazioni del programma, “Stil Novo” e “Io non muoio più”: la prima di Daniele Bartolini, che indaga sull’attuale trasformazione del mondo occidentale attraverso il Katajjaq, un rituale dell’Artico canadese interpretato da due donne Inuit; la seconda di Fernando Rubio, che riflette sulla violenza di genere con una performance installata al centro di Piazza delle Carceri.
Fra le presenze straniere si contano Gisèle Vienne, Yasmine Hugonnet, il collettivo El Condre de Torrefiel, Ivo Dimchev e Mette Ingvartsen. Alcuni spettacoli, firmati Chiara Ameglio, Doris Uhlich, Stefania Tansini, Anna Massoni e Sara Sguotti, saranno ospitati al Centro Pecci.
Inoltre, sono previste la presentazione dell’ultimo numero della rivista “La Falena” del Teatro Metastasio, e due incontri organizzati in collaborazione con le Ambasciate canadese e cubana, nell’ambito dei progetti di Daniele Bartolini e Fernando Rubio.
«Con il 2022 siamo arrivati al ventitreesimo compleanno del Contemporanea» ricorda Edoardo Donatini, direttore del festival. «Ventitré anni fatti di un continuo rinnovamento, inevitabile per un festival che vuole raccontare l’attualità. Ma possibile grazie al dialogo con gli artisti, e alla collaborazione con tanti enti culturali del territorio. Perché noi non siamo un’isola, ma crediamo che solo con la progettualità si possano ottenere risultati come quelli che questo festival ha sempre dimostrato.»
«In oltre 20 anni questo festival ha saputo fare rete, reinventarsi, allargarsi. Si tratta di una rarità di cui essere orgogliosi, in Toscana» commenta Ilaria Bugetti, consigliere della Regione.
«Quello che accade qui, di solito, precorre i tempi. Si crea cultura in un momento delicato, che ne ha molto bisogno, e lo si fa con uno spirito di prevenzione.»
Per tutta la durata del festival, sarà attivo il Contemporanea Bistrot presso il Giardino Buonamici, a cura di “Atipico”.









