di Andrea Mori
PRATO – Ilaria Bugetti ha rassegnato le dimissioni. Il primo sindaco donna della storia di Prato lascia il suo incarico, travolta dall’inchiesta giudiziaria che da giorni scuote Palazzo Comunale. La decisione è arrivata nel corso di una giunta straordinaria convocata questa mattina.
L’atto è stato protocollato e inviato alla Prefettura e alla Presidenza del Consiglio comunale al termine dell’incontro con la giunta. Questo il testo integrale del documento.
“Considerata la nota pendenza del procedimento penale che mi vede coinvolta, con la presente, ai sensi dell’articolo 53 del decreto legislativo 267/2000, rassegno le dimissioni dalla carica di sindaco. La decisione è motivata dal profondo rispetto istituzionale che nutro sia verso l’Ente Comune di Prato che verso la magistratura e dalla necessità di affrontare le imminenti fasi giudiziarie con la dovuta serenità, nella piena convinzione di poter dimostrare e documentare la totale estraneità rispetto agli addebiti che mi sono mossi e senza che il contestuale esercizio delle funzioni possa in alcun modo condizionare il confronto con l’Autorità giudiziaria”.
Fino a ieri Bugetti aveva dichiarato l’intenzione di andare avanti, ribadendo la volontà di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Poi, il cambio di rotta. Alla base, anche l’estensione dell’inchiesta: nelle ultime ore un avviso di garanzia sarebbe stato notificato anche al vicesindaco Simone Faggi (Pd), accusato di false attestazioni al pubblico ministero.
Nel frattempo, nella sede del Partito Democratico in via Carraia – a poche decine di metri da Palazzo Comunale – si è aperto un vertice urgente tra dirigenti e consiglieri per affrontare la crisi.
Le dimissioni dovranno ora essere formalmente presentate al consiglio comunale. La legge concede un margine di venti giorni per un eventuale ripensamento, ma al momento l’ipotesi appare remota. Scaduto quel termine, spetterà al Ministero dell’Interno nominare un commissario prefettizio in attesa delle elezioni.



