mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato: operai picchiati davanti all’azienda, Biffoni: “Inaccettabile”

PRATO – Operai aggrediti con mazze, pugni e calci da ignoti mentre manifestavano davanti all’azienda Dreamland in via Galvani. E’ successo ieri pomeriggio, lunedì 11 ottobre.

L’aggressione davanti all’azienda Dreamland (foto pagina Facebook Si Cobas Prato)

Il commento del Sindaco di Prato.

“Tutti gli episodi di violenza sono inaccettabili, chi se ne rende responsabile deve essere presto individuato e ne deve pagare le conseguenze. Se vengono aggrediti lavoratori che manifestano pacificamente e nel rispetto delle regole, non ci può essere tolleranza”. Il sindaco Biffoni condanna quanto accaduto ieri davanti a un’azienda di via Galvani dove, a quanto risulta dalle prime informazioni, alcune persone hanno aggredito i manifestanti davanti ad un’azienda. “Il rispetto delle regole è imprescindibile, sempre”.

Biffoni torna anche sul tema dello sfruttamento lavorativo: “Il Comune in collaborazione con tutte le istituzioni continua a lavorare pancia a terra su questo fronte, nei limiti delle proprie competenze. Le operazioni condotte anche in questi mesi dalla procura, dalle forze dell’ordine, dall’ispettorato del lavoro stanno portando risultati, però senza un intervento più deciso da parte dello Stato, con il potenziamento degli organi periferici sul territorio non si risolve. È anni che lo chiediamo. A Prato tutti stiamo facendo il massimo possibile, ora il Governo deve intervenire concretamente”, ribadisce Biffoni.

La nota della Cgil.

“La Cgil di Prato esprime piena solidarietà ai lavoratori aggrediti davanti alla Dreamland. E’ inaccettabile che chi manifesta sia oggetto di gravi atti di intimidazione e di violenza”.

Inizia così la nota della segreteria della Camera del Lavoro, riunitasi stamani anche per esaminare il “grave episodio” di ieri di fronte all’azienda di pronto moda di via Galvani, “dove si è tentato di stroncare brutalmente la protesta di un gruppo di lavoratori”.

“Quanto accaduto dinanzi alla Dreamland – prosegue il comunicato della segreteria della Camera del Lavoro di Prato – racconta ancora una volta di un territorio in cui si fa sempre più urgente la necessità di accelerare interventi e misure che contrastino efficacemente lo sfruttamento del lavoro e la mancata sicurezza nelle condizioni lavorative”.

“La Cgil di Prato – continua il documento della segreteria del sindacato di piazza Mercatale – da anni ha avanzato proposte e ha chiesto incontri al ministero del Lavoro, prospettando strategie di intervento in grado di contrastare lo sfruttamento e di tutelare i lavoratori che ne sono vittime”.

“L’episodio accaduto nella giornata di ieri – chiude la nota sindacale – porta alla luce anche il fatto che le sanzioni amministrative di per sé non sono sufficienti a impedire lo sfruttamento e il suo ripetersi nel tempo. La Cgil di Prato ha chiesto, in più circostanze, di modificare la norma che prevede per le aziende la sola sanzione amministrativa nelle situazioni riscontrate di sfruttamento lavorativo, soprattutto nei casi di maggiori gravità in cui le pratiche vessatorie riguardano più del 20% dei lavoratori, ai quali vengono negati i più elementari diritti e le indispensabili condizioni di sicurezza”.

La nota di Sinistra italiana.

Sinistra italiana esprime la propria piena solidarietà ai lavoratori brutalmente picchiati ieri pomeriggio al presidio davanti alla Dreamland. Si tratta di un grave episodio, purtroppo non è la prima volta che accade un fatto del genere.

Ricordiamo che la Dreamland è tra le tante, oltre 60, aziende risultate non in regola durante i controlli dell’ispettorato del Lavoro effettuati questa estate.Ricordiamo che l’iniziativa sindacale di ieri chiedeva il reintegro del lavoratore che aveva denunciato lo sfruttamento all’interno della Dreamland.

Nella stessa giornata di ieri, ad Oste è stata chiusa una azienda che aveva dipendenti in nero e dei loculi adibiti a dormitori per i lavoratori.

A Prato lo sfruttamento, il lavoro nero, il non rispetto dei contratti nazionali, la mancanza di condizioni di sicurezza sono all’ordine del giorno. Siamo di fronte ad una situazione intollerabile: la sola sanzione amministrativa non è sufficiente a fermare lo sfruttamento. Serve ripensare la norma come più volte chiesto dal sindacato in questi anni.
Contemporaneamente vanno aumentati  i controlli da parte dell’ispettorato del Lavoro, che va rafforzato con nuove assunzioni, e tutelati i lavoratori sfruttati che hanno la forza ed il coraggio di denunciare.

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