di Martina Lepore
PRATO – Dario Fo: attore, regista, scrittore, cantautore, pittore, drammaturgo e costumista, un vero e proprio artista poliedrico che oggi arriva a Prato come protagonista di una mostra fotografica organizzata in occasione del centenario della sua nascita, avvenuta il 24 marzo 1926.
L’obiettivo della mostra è ripercorrere la vita artistica di questa figura emblematica attraverso fotografie, documenti, locandine, materiali d’archivio e testimonianze di grande valore storico, provenienti dall’Archivio Fotografico Toscano e da altre istituzioni cittadine e nazionali.

Dario Fo è stato, infatti, uno dei protagonisti indiscussi della scena artistica del Novecento. La scelta della città di Prato non è casuale: tra gli anni Sessanta e Duemila, Fo ha avuto un’importante presenza sul territorio, dove ha portato avanti numerose esperienze di sperimentazione, legate non solo all’impegno politico e civile, ma anche all’attività teatrale presso i teatri Metastasio e Fabbricone. Proprio al Fabbricone, nel 1981, debutta con “L’opera dello sghignazzo”.
Insignito anche del Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo è ricordato per il suo forte impegno politico, sottolineato anche nella motivazione del conferimento del premio, avvenuto il 9 ottobre 1997: «who emulates the jesters of the Middle Ages in scourging authority and upholding the dignity of the downtrodden», ossia «che si ispira ai giullari medievali nel dileggiare l’autorità e nel risollevare la dignità degli oppressi».
Il teatro rappresenta lo scenario in cui Fo dà vita a un linguaggio artistico innovativo, capace di fondere stili diversi, tra cui in particolar modo la satira e la comicità, unite a una forte partecipazione politica.
Tra le caratteristiche più significative delle sue opere si possono ricordare lo spiccato anticonformismo e la forte critica nei confronti della burocrazia e delle istituzioni politiche, sociali ed ecclesiastiche, elementi che hanno contribuito a renderlo, sotto molti aspetti, un artista «scomodo», capace di mettere in discussione le narrazioni dominanti e omologanti.
Oggi, a distanza di dieci anni dalla morte dell’artista, è importante ricordare una figura che ha segnato la storia del Novecento, contribuendo a trasformare i modelli culturali e teatrali riportando alla luce le radici della nostra cultura. I materiali esposti mettono in evidenza il rapporto tra satira e potere, il valore del teatro come mezzo di comunicazione rivolto al grande pubblico e come strumento di denuncia, nonché il legame tra libertà d’espressione e impegno civile.
Sono numerosi gli esempi che testimoniano il legame tra l’artista e la città di Prato, in particolar modo col Teatro Metastasio. Tra questi, “Non si paga! Non si paga!”, in occasione delle rappresentazioni del 2009, offre l’occasione per sottolineare l’assoluta attualità delle tematiche affrontate da Fo già all’epoca del debutto. La vicenda racconta di un gruppo di donne della periferia di Milano che, recandosi a fare la spesa, si trova di fronte a un aumento insostenibile dei prezzi e decide di pagare soltanto la metà di quanto richiesto.
Dall’8 al 13 marzo 1994, Dario Fo e la moglie, l’artista Franca Rame, portano in scena la commedia satirico-grottesca “Mamma! I sanculotti”, che affronta il rapporto ambiguo e conflittuale tra magistratura e potere. In un’intervista rilasciata in occasione dello spettacolo, Fo definisce il pubblico pratese «una delle migliori platee». L’artista infatti a Prato incontra il pubblico, i cittadini e le associazioni, confermando una concezione del teatro come luogo di confronto, partecipazione e impegno civile.
Un altro esempio è “La colpa è sempre del diavolo”, rappresentato il 16 e il 17 marzo 1966. Ambientata nella Lombardia medievale, la commedia racconta le avventure della strega Amalasunta e del nano Brancalone, innamorato di lei, sullo sfondo dello scontro tra gli eretici e il potere ducale. Considerata una delle opere più riuscite della produzione di Fo, affronta una lunga tournée italiana e, negli anni successivi, viene rappresentata anche all’estero.
Le profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali che attraversano l’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta si riflettono nel teatro di Dario Fo. Il boom economico, la modernizzazione, i nuovi ritmi di lavoro, le tensioni tra lavoratori e imprese e le disuguaglianze sociali e territoriali sono alcuni dei temi affrontati dall’artista, che sceglie di rivolgersi a un pubblico più ampio e popolare, portando il teatro fuori dai circuiti tradizionali e negli spazi alternativi, come le case del popolo, le fabbriche occupate e altri luoghi frequentati da lavoratori e studenti.
Artista militante, Fo costruisce attraverso il teatro un linguaggio originale, capace di coniugare ricerca teatrale, satira, memoria storica e partecipazione politica. L’esposizione rappresenta un’occasione per riscoprire l’artista che ha fatto del teatro uno strumento di conoscenza, critica politica e trasformazione della realtà.
La mostra, inaugurata il 9 ottobre, sarà visitabile fino al 9 novembre compreso, negli orari di apertura della Biblioteca Lazzerini, in via Puccetti 3, con ingresso libero. L’iniziativa rientra nel progetto complessivo “Corpo, linguaggio, politica. Per Dario Fo”, a cura di Antonia Liberto ed Elena Lenzi, ed è stata organizzata col patrocinio della “Fondazione Dario Fo e Franca Rame”, nata nel 2019 con l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura attraverso l’eredità di una coppia emblematica del panorama artistico del Novecento.
Il programma è promosso e realizzato dall’Università degli Studi di Firenze, attraverso il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS), il corso di laurea in Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo (ProGeAS), con sede al Polo di Prato, e la compagnia teatrale universitaria Binario di Scambio. L’iniziativa si svolge in sinergia con il Comune di Prato e la Biblioteca Lazzerini, con il concorso del Ministero della Cultura e nell’ambito della rassegna cittadina “Un autunno da sfogliare”.
La rassegna, iniziata il 1° ottobre, si concluderà il 4 gennaio 2027 e propone numerosi appuntamenti dedicati al mondo del libro, con un ricco calendario che propone incontri con autrici e autori, giochi in scatola, gruppi di lettura, conferenze, laboratori per bambine, bambini e famiglie, attività per adulti, mostre e molto altro. Tutti gli appuntamenti sono consultabili nel calendario degli eventi sul sito del Comune di Prato.










