mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, torna il Festival SETA sulla cultura della Cina contemporanea

di Enrico Becchi

PRATO – Dopo il debutto del 2020, torna quest’anno a Prato con la seconda edizione il “Festival SETA: dialoghi sulla Cina contemporanea”.

Una tre giorni dal primo al 3 ottobre che si svolgerà principalmente negli spazi del Museo del Tessuto e del Convitto Nazionale Cicognini.

Attraverso mostre e convegni, incontri con artisti e presentazioni di libri, e performance sia sportive che artistiche, si affronteranno molte tematiche: da quelle sociali a quelle politiche, da quelle economiche a quelle artistiche; e, per la prima volta, anche sportive.

Si parlerà di come la Cina ha affrontato l’emergenza sanitaria e di come saranno il Paese e i suoi rapporti con l’Occidente nel periodo post-Covid.

Molto connesso a questo, si toccherà il tema della sinofobia e di come artisti sia cinesi che italiani hanno reagito al fenomeno attraverso l’arte e la letteratura. Verrà esplorata la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale mettendo a confronto i grandi risultati della Cina con i ritardi dell’Occidente, e sarà dato spazio anche allo sport: da un lato quello tradizionale cinese, come il wushu e il daoyin yangshenggong, dall’altro il calcio occidentale, e i rapporti della Cina con esso.

Particolari saranno la mostra IDEM/ALTER, che esaminerà il tema dell’identità/alterità culturale, sessuale e sociale in tanti contesti migratori. E la passeggiata urbana a cura del collettivo artistico “Wuxu”: percorrendo le strade più vissute in città dai cittadini sinopratesi, alcune persone di origine cinese racconteranno la propria vita e la propria esperienza migratoria.

«Lo definirei un festival “intelligente”» commenta il Sindaco Matteo Biffoni. «Perché per tanti anni, qui a Prato, si è sottovalutato il potenziale che potrebbe derivare da un arricchimento culturale reciproco fra comunità italiana e cinese. Questo festival è un’occasione per conoscersi meglio a vicenda, e per capire le dinamiche che esistono nella nostra città. Mi auguro che diventi un appuntamento fisso ogni anno.»

Come spiega Matteo Burioni, fondatore dell’associazione “Orientiamoci in Cina” «Lo scopo ultimo di questi “Dialoghi” è di far comprendere che ci sono tante Cine. C’è una Cina fatta di molte contraddizioni, è vero, ma ci sono molte altre Cine, che hanno molto da dire. E che possono sfatare molti stereotipi e luoghi comuni.»

La partecipazione all’evento sarà gratuita. Per motivi legati alle norme anti-Covid, però, sarà necessaria una prenotazione, che si può effettuare facilmente sul sito dedicato all’evento.

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