mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, turni massacranti per 2 euro l’ora: 3 arresti per sfruttamento

PRATO – Massacranti turni di lavoro giornalieri, di almeno 12 ore, senza riposo settimanale, per meno di due euro l’ora, senza nessuna garanzia in termini di tutele sindacali e macchinari sprovvisti degli idonei Dispostivi di Protezione Individuale.

Tre cittadini cinesi, due donne e un uomo, sono stati arrestati per sfruttamento del lavoro e condotti ai domiciliari. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per circa 60mila euro, un autocarro e tutti i macchinari utilizzati nella ditta di confezione.

Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi in conferenza stampa (foto Reportpistoia 2018)

E’ l’operazione “Prato in Tre” del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale partita dalla segnalazione di un giovane cittadino nigeriano allo Sportello Immigrazione del Comune di Prato.

Il giovane, provvisto di permesso di soggiorno per motivi di protezione internazionale ed ospitato in un centro di accoglienza straordinario, era stato assunto – almeno nella fase iniziale, totalmente “a nero” – da una ditta di confezione di Prato, gestita da tre cittadini cinesi (due donne e un uomo).

Dopo alcuni mesi, ritenendosi vittima di condizioni di lavoro inaccettabili, il giovane ha interrotto il rapporto di lavoro e si è rivolto allo Sportello Immigrazione del Comune di Prato.

La segnalazione raccolta è stata inoltrata alla Procura della Repubblica ed affidata al sostituto procuratore Lorenzo Gestri che ha l’indagine alla Polizia Municipale ed al Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Prato in ordine alla sussistenza degli estremi del reato di sfruttamento lavorativo (art. 603-bis del Codice penale) nonché per accertamenti di natura finanziario-patrimoniale tendenti a ricostruire l’arricchimento economico realizzato dai tre gestori cinesi della ditta.

Le investigazioni, svolte anche attraverso appostamenti, pedinamenti e l’installazione di telecamere di sorveglianza, hanno permesso di suffragare l’ipotesi investigativa circa la sussistenza del reato di sfruttamento in danno di almeno nove lavoratori extracomunitari (cinque di origine africana, quattro cinese), approfittando del loro stato di bisogno.

Dagli accertamenti di natura patrimoniale a carico delle tre persone cinesi è emerso che, attraverso il ricorso sistematico a “prestanome”, nel corso degli ultimi 5 anni hanno gestito due ditte di confezioni succedutesi nel tempo, negli stessi locali, con lo stesso personale ed i medesimi macchinari.

Il Tribunale di Prato ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari che sono state eseguite stamani dai Finanzieri e dalla Polizia Municipale.

La Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro preventivo, disposto d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Prato, finalizzato alla confisca in via diretta e per equivalente, fino alla concorrenza di circa 60mila euro, del profitto del reato, costituito dai debiti previdenziali dovuti dalle due ditte individuali. In aggiunta, sono stati sottoposti a sequestro anche un autocarro nonché tutti i macchinari utilizzati nell’attività di impresa.

Il commento del sindaco Matteo Biffoni

“Esiste a Prato, ma non soltanto, un problema di sfruttamento lavorativo e il Cpomune di Prato, insieme con le altre istituzioni, se ne fa carico. Le istituzioni di questa città combattono ogni giorno contro questo reato infame con strumenti che tutelano chi denuncia e, come dimostrato, non si limita ad enunciarlo, ma lo fa con i fatti”. Il sindaco Matteo Biffoni ribadisce l’impegno continuo del Comune di Prato, in sinergia con la Procura della Repubblica, le forze dell’ordine, Asl, Inps e Ispettorato del lavoro per contrastare lo sfruttamento lavorativo: “L’operazione Venus Ark, per la quale mi complimento con la Procura della Repubblica di Prato, la Polizia Municipale e tutti gli enti coinvolti, ne è una riprova: lo sportello antisfruttamento del Comune di Prato funziona. Chi vive una condizione di sfruttamento lavorativo può e deve denunciare, perché la legge tutela chi denuncia e, se ce ne sono le condizioni, scatta il sistema di sanzione di chi viola le regole e di tutela delle vittime”, aggiunge il sindaco.

“Si parla di “sistema Prato” per indicare il sistema di sfruttamento lavorativo, ma esiste un “sistema Prato” di reazione della Città, un sistema quasi unico in Italia che vede lavorare insieme, con un chiaro obiettivo condiviso di tutela delle persone e della legalità, il Comune di Prato, la Procura della Repubblica, la Asl, l’Ispettorato del lavoro, l’Inps. Quello che serve, lo ribadiamo, è il potenziamento degli organi periferici dello Stato in un territorio complesso come il nostro distretto”, chiosa l’assessore Simone Mangani. 

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