mercoledì, Settembre 9, 2026

Presentato a Lo Spazio-il Bacaro “I quaderni dell’umore”

PISTOIA – Il titolo ha mantenuto le promesse perché il libro di Giuseppina Leonarda Castelli, Pinuccia per gli amici, presentato dal giornalista Marcello Paris alla libreria Lo Spazio di Pistoia, di umori ed emozioni ne ha provocati a giudicare dagli applausi seguiti alle letture e agli interventi con i quali sono stati chiesti chiarimenti su alcuni racconti, poesie o filastrocche.

Sono stati in molti a partecipare alla presentazione sia per amicizia con la scrittrice sia per la curiosità di conoscere un libro particolare nella stesura e nel contenuto.  

Infatti, “I quaderni dell’umore” è un libro un po’ particolare per l’uso della stampa fatta su fogli formati a quaderno delle classi prima, terza, quinta elementare e articolati seguendo l’alfabeto dalla A alla Zeta e viceversa.

Giuseppina Castelli ha al suo attivo altre attività e sperimentazioni artistiche come si può leggere nella sua biografia: poesia e fotografia ma la prevalenza è riservata, con diversi stili e tecniche, alla pittura con la quale ha ricevuto diversi premi oltre essere presente in vari cataloghi ed ha all’attivo molte mostre: Ed dall’attività di pittrice che  nascono le figure riprodotte nel libro.

Dopo una breve presentazione dell’autrice l’attenzione si é spostata sulle ragioni della scelta grafica e l’uso dell’alfabeto, particolari che suggerivano una certa nostalgia di un tempo passato, quello dell’insegnamento e il rapporto con i ragazzi.

E sono stati questi ricordi a suscitare emozioni, nel raccontare le belle esperienze fatte con i bambini prima e i ragazzi poi in un clima e negli anni nei quali l’insegnamento alle elementari era ispirato, ben più di ora anche per la mancanza delle scuole dell’infanzia, dalla “missione” di dare i primi rudimenti di apprendimento ad una generazione che in molti casi, in luoghi come al sud dove la maestra allora insegnava,  non c’era il supporto della famiglia o questo era insufficiente.

Ma oltre alle emozioni alcune letture scelte per l’uditorio hanno suscitato l’ilarità per la sottile satira del racconto talvolta in chiave politica come quando parla dei politici, del Governo o ricordi lontani su l’Uomo Qualunque che darà, poi, origine al vituperato qualunquismo.

C’è poi la casualità della poesia “Ombre, chiaroscuri, Luce” in apertura del volume che sembra scritta per i tempi in cui viviamo “Nel grembo oscuro del pensiero umano, […]che il tramonto risvegli un nuovo sole e sopra il mondo stenda l’arcobaleno con tutti i suoi colori e tu possa cantare a squarciagola perché all’orizzonte, per tutti, nasca l’aurora”.

I tempi che cambiano fanno cambiare anche le abitudini. Le parole che cambiano di significato sulla base della circostanza nella quale vengono dette come alla lettera “S” di Salute “Si diceva come augurio a chi starnutiva. Ora si consiglia subito “Prendi la tachipirina forse sei raffreddato”. Ora si potrebbe aggiungere forse hai preso il Covid.

Di metafora in metafora troviamo i comportamenti e i costumi come in Lucertola sul terrazzo dove il succo sta nello “strisciare per avere, ma…non solo in giardino”.

Con la terza elementare si torna alle parole che “rivelano il loro duplice significato: quello che sembrano e quello che nascondono nella loro essenza” dedicato ad Aforismi, Metafore, Assiomi, Perifrasi. Qui prevale la natura: acqua, fiori, terra, venti, i luoghi che suggeriscono immagini che denotano un’attenta osservazione, qualità che non può mancare ad un pittore, mi si perdoni, pittrice.

Per concludere questa carrellata sul libro ci piace terminare con  la parte dedicata alla quinta con “Figurazioni” dove la curiosità è attratta da “Il Ciabattino e la morte” una sorta di novella che si conclude con la divertente satira della morte incollata alla seggiola come il politico che non la vuol mollare.

E infine “Sinistra e Destra” o coppie politiche “…Sedevano in Parlamento come si conviene… Mangiavno entrambi, sapevan cosa fare…Eran due pappagalli pieni di dignità avevan ben capito in politica cosa si fa”.

In appendice il libro ha una conclusione che ci fa immaginare una giovane ribelle che nella scelta della sua vita invoca l’autodeterminazione ma lascia il finale aperto, indeterminato. Chissà se partirà.

Insomma un libro che insieme al divertimento, le riflessioni, gli aforismi e la satira cerca di insegnare qualcosa come nella vita ha fatto l’autrice.

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