martedì, Settembre 8, 2026

Presentato al Funaro un libro sulle opere di Laura Nervi


PISTOIA – Ieri pomeriggio è stato presentato al Funaro il libro “Le opere teoriche, frammenti e pensieri sparsi”, frutto di una ricerca di Lorenzo Franchini, Luca Gesualdo e Simona Polvani che ha reso pubblici gli scritti di Laura Nervi e la sua storia conclusasi tragicamente con il suicidio l’11 settembre del 2018.

Perché al Funaro lo spiega Massimiliano Barbini aprendo l’incontro: Laura era una frequentatrice del Funaro perché seguiva un laboratorio di scrittura in collaborazione con il centro diurno dell’ASL, la si riconosceva dalla voce.

La presentazione del libro su Laura Nervi al Funaro (foto di Stefano Di Cecio)

Oltre ad un pubblico intervenuto numeroso, all’Associazione Amici del Forteguerri e a Benedetta Menichelli, assessore del Comune di Pistoia, erano presenti diverse personalità dell’ambito letterario e non solo. Citiamo Nicoletta Negri (direttore artistico cine-televisivo a Roma), i professori di Letteratura italiana Isabella Becherucci (Università Europea di Roma) e Giovanni Capecchi (Università per Stranieri di Perugia). Molte persone di prestigio che hanno dato, in base alla propria professionalità ma anche al proprio vissuto, preziose indicazioni su chi fosse Laura nella vita e nei pensieri.

Nicoletta Negri cita molti esempi del mondo dell’arte e dello spettacolo in cui coesistono genio e sregolatezza: “Laura si definiva fragile, sociopatica, borderline. Gassman veniva considerato depresso perché il bipolarismo, come termine e come condizione, è entrato in uso dopo molto tempo”. Simona Polvani, poetessa e performer, legge alcuni brani del libro.

Di Laura emergono pian piano aspetti del carattere e della sua vita, nella scrittura lasciava degli spazi vuoti. Franchini ricorda che era capace di grandi amicizie o inimicizie, “confessava solo a se stessa di essere malata”, era aggressiva e tendenzialmente dominante. “Pur iscritta dal padre alla facoltà di informatica”, ricorda la Professoressa Becherucci, “seguiva le lezioni di filosofia estetica e letteratura alla Normale di Pisa. Alcuni autori andrebbero studiati in età matura perché da giovani, quando la tela bianca della propria identità si offre alla formazione, potrebbero rappresentare una traccia indelebile, un “peso” che rimarrà per tutta la vita”. Ricorda la sua vera e propria passione per Kleist e sottolinea i testi in cui parla dei tentativi di suicidio.

Il pubblico del Funaro

Giovanni Capecchi cita Leopardi e le sue opere come i dialoghi di Plotinio e Porfirio in cui si evince il male di vivere ma prevale comunque la necessità di vivere. Viene ricordato come lei, già nel 2010, era critica nei confronti dei social media come Facebook, un modo di fare una cultura onnicomprensiva ma sterile. Capecchi la ricorda nei suoi gesti al Forteguerri, quando si gira “incazzata” con i capelli a caschetto che la seguono.

Si percepiva chiaramente la sua intelligenza, il suo rifiuto delle convenzioni e l’imprevedibilità. Il suo giocare a tennis (che amava moltissimo) con una determinazione particolare. Lorenzo Franchini dice “ci detestavamo”, nel 2018 rifletteva molto sulla vita politica italiana, era intollerante verso la stupidità e l’ipocrisia sociale.

Luca Gesualdo la ricorda come una grande amante dei Beatles, in particolare ricorda di aver parlato con lei della realizzazione di “Free as a bird” il brano composto dai tre rimasti dopo la scomparsa di John Lennon. Yoko Ono dette loro il materiale lasciato inciso da John ma non sapevano come fare a realizzare il pezzo senza di lui, così immaginarono che lui fosse assente perché in vacanza.L’ultimo omaggio spetta a due amici di Genova, conosciuti in campeggio nel 1996, periodo in cui Laura era particolarmente serena.

Da lì uno scambio epistolare durato anni fino alla notizia della sua morte.

Conservano ancora fissata ad un anta del frigorifero, una cartolina raffigurante Che Guevara mandata loro da Laura, piena di scritti e disegni.

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