martedì, Settembre 8, 2026

Primarie col lucchetto: il capolavoro del PD pistoiese

di Fabrizio Geri

PISTOIA – Quando il Partito Democratico parla di “più partecipazione”, a Pistoia conviene sempre controllare bene le clausole scritte in piccolo. Perché l’ultima modifica al regolamento delle primarie è un piccolo capolavoro di ingegneria politica: rendere quasi impossibile candidarsi e, nello stesso tempo, allargare il pubblico chiamato a votare.
Partiamo dal dato più clamoroso.

Le firme necessarie per presentare una candidatura passano da 200 a 800. Non un aggiustamento tecnico, ma una quadruplicazione secca. In pratica, chi non è già dentro gli equilibri del partito – chi non ha correnti organizzate, pacchetti di consenso o apparati alle spalle – può tranquillamente mettersi il cuore in pace. Le primarie, quelle che dovevano aprire il partito alla società, diventano così un club con l’ingresso sempre più sorvegliato.
Poi arriva la seconda “innovazione”: alle primarie potranno votare anche i sedicenni. Una scelta che, raccontata così, suona progressista e moderna. Peccato che cada nello stesso momento in cui si alzano muri sempre più alti per chi vuole candidarsi. Il messaggio implicito è piuttosto chiaro: la platea può anche allargarsi, purché la scelta sia già stata filtrata prima.
È la solita logica delle primarie all’italiana: si celebrano come festa della democrazia, ma con il percorso di gara disegnato con il righello da chi è già dentro il palazzo. Più che un confronto aperto tra candidature, rischiano di diventare una ratifica popolare di decisioni prese altrove.
Naturalmente dal PD pistoiese arriveranno parole nobili: “rafforzare la qualità delle candidature”, “valorizzare la partecipazione dei giovani”, “garantire un processo serio”. Formule che suonano bene nei comunicati stampa. Ma la realtà è molto meno elegante: alzare le firme significa restringere il campo.
Alla fine la sensazione è sempre la stessa. Quando c’è il rischio che qualcuno fuori dagli schemi possa davvero provarci, la soluzione è semplice: cambiare le regole del gioco. E possibilmente farlo prima che la partita inizi.
Se questo è il modo di difendere le primarie, viene da chiedersi se qualcuno, in fondo, non le consideri un problema più che una risorsa.

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1 commento

  1. Mi pare che ci siano due errori:
    1) i sedicenni hanno votato anche alle scorse primarie
    2) le firme da raccogliere (per chi non è candidato da un partito) la volta scorsa mi sembra che non fossero 200, ma 1.200.
    Cordiali saluti

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