di Marzio Dolfi
PISTOIA – Una vera e propria odissea, un viaggio nell’assurdo, quello del professor Michele Cervone all’interno della struttura scolastica.

Affetto da gravi patologie autoimmuni, fin dall’infanzia, dal dicembre del 2021 ha cominciato ad essere sotto tutela della Legge 104 per invalidità civile al 100%. Ma per repentini aggravamenti del quadro clinico è stato sottoposto ad una serie di interventi chirurgici nel corso di 2, durissimi, anni dal marzo del 2022 al settembre del 2023, con un ultimo intervento finalmente risolutivo. Da allora ha cominciato ad avere notevoli miglioramenti e, dopo mesi di recupero, ha avuto il via libera dagli specialisti per il rientro a scuola.
E’ insegnante di ruolo dal 2017, con l’abilitazione nella classe di concorso A-08 per l’insegnamento di discipline geometriche e architettura nei Licei artistici. Dopo aver insegnato in diverse scuole come il liceo artistico di Bologna e di Pescia, dal 2018 ha ottenuto il trasferimento al Liceo artistico Petrocchi di Pistoia.
Il suo desiderio è tornare a insegnare, avendo dedicato decenni a questo scopo fra studi, esperienze lavorative, abilitazione, concorsi, trasferimenti vari anche difficili sul piano umano.
A scuola rientra nel maggio di quest’anno, stando a disposizione per attività di servizio generiche, in chiusura di anno scolastico.

Il problema arriva in prossimità dell’anno scolastico appena cominciato: il professor Cervone, dopo avere chiesto alla scuola, per mesi, di riprendere a insegnare nei limiti della necessaria sorveglianza sanitaria, non solo non è mai stato sottoposto ad alcuna sorveglianza sanitaria da parte della scuola, ma si trova a settembre senza nessuna classe assegnata e con 18 ore (cioè l’intero monte orario di servizio) destinate al potenziamento.
Lui si sente discriminato e non ci sta. “Mi sarei aspettato – commenta – un trattamento diverso da parte della Dirigente scolastica, Rita Gaeta. Lasciarmi senza nessuna classe non mi pare sia un trattamento equo, a maggior ragione in riferimento alla mia condizione fisica. La Dirigente non aveva nessuna cognizione di causa per considerarmi non idoneo all’insegnamento e tantomeno per considerarmi invece idoneo a 18 ore di potenziamento”.
Pur in presenza della invalidità accertata, la situazione sanitaria del prof. Cervone si è andata stabilizzando e lui può attualmente svolgere la sua attività di insegnante. Spettava al Medico competente della scuola, o in alternativa ad una Commissione medica interpellata dalla scuola stessa, verificare tutto il quadro clinico, in riferimento alle mansioni lavorative, e decidere di conseguenza.
Togliere la titolarità di cattedra non sembra certo essere il modo per risolvere questa storia. Anche perché mancano i dovuti passaggi a sostegno della “soluzione”.
E così il professor Michele non ha la sua cattedra e la sua vicenda è affidata, fuori dai banchi della scuola, ad avvocati e carte bollate.
In ballo c’è anche la negazione di diritti costituzionali.







