martedì, Settembre 8, 2026

Progetto Elisa, accordo tra Voglia di vivere e Maic

PISTOIA – Intorno alla figura di Elisa, Voglia di Vivere ha costruito un progetto che permettesse di dare forma ai desideri questa ragazza piena di sogni e aspettative. Ad affiancare l’associazione – che da 38 anni lavora per fare cultura della prevenzione e dare supporto alle pazienti oncologiche – dal 2019 è nato Progetto Elisa, un fondo dedicato per integrare il lavoro che Voglia di Vivere rivolge alle donne più giovani, quelle non ancora in età da screening.

Una comunione di intenti che a partire da questa primavera si è allargata verso altre pazienti, che per motivi diversi si troverebbero in difficoltà a sostenere una visita nelle strutture pubbliche. È nato il progetto “Prevenzione senza barriere”, che Voglia di Vivere e Progetto Elisa rivolgono alle pazienti assistite dalla Fondazione MAIC: un gruppo di lavoro coordinato dalla dottoressa Alba Piacenti, radiologa-senologa all’ambulatorio di Voglia di Vivere, porterà le proprie competenze alle donne che frequentano il centro di via San Biagio in Cascheri a Pistoia, dove sono già prenotate 52 visite per eseguire l’ecografia mammaria.

«Il progetto insieme a Fondazione MAIC ci ha dato la possibilità di portare la prevenzione alle donne più fragili, cosa che completa lo spirito di servizio alla salute che perseguiamo. Quindi il nostro grazie sincero, rivolto anche ai familiari delle pazienti coinvolte, la gratitudine che ci hanno manifestato diventa ulteriore stimolo per fare sempre meglio», è stata la voce comune di Deanna Capecchi, presidente Voglia di Vivere, e di Franca Gori, mamma di Elisa.

Don Diego Maria Pancaldo, presidente della Fondazione Maria Assunta in Cielo, dichiara: «Un grazie di cuore all’associazione Voglia di Vivere e al Progetto Elisa, che hanno consentito di fare prevenzione e screening gratuiti alle nostre utenti. Un’iniziativa dal grande valore sanitario, ma anche etico, che ha contribuito a rafforzare il senso di comunità. Tanta è la riconoscenza anche da parte delle famiglie. Stiamo lavorando insieme per riproporre questo progetto anche per il prossimo anno.»

Il progetto dimostra come, unendo le rispettive competenze, possono prendere vita percorsi di benessere costruttivi.

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