lunedì, Ottobre 26, 2026

Protestano gli studenti del “Sismondi-Pacinotti”: la scuola superiore merita investimenti strutturali, non solo annunci

di Luca Marmo

PISTOIA – In queste ore, davanti all’Istituto “Sismondi-Pacinotti” di Pescia, un gruppo di studenti ha scelto di alzare la voce per rivendicare il diritto a una scuola migliore. Lo ha fatto attraverso una manifestazione, con cartelli e fumogeni, accompagnata da un tentativo di occupazione pacifica, presto rientrato.

È importante sottolineare un elemento che ritengo particolarmente significativo: la protesta si è svolta senza incidenti, senza situazioni di pericolo e senza degenerare in comportamenti violenti. I ragazzi hanno manifestato esprimendo il proprio disagio e le proprie aspettative, mantenendo un comportamento corretto e responsabile.

Come Presidente della Provincia di Pistoia, l’ente che ha la titolarità e l’onere della manutenzione degli edifici scolastici superiori, considero questo un elemento da riconoscere e valorizzare. Il dissenso, quando si esprime nel rispetto delle persone e della comunità, non deve essere liquidato come un problema da contenere, ma rappresenta un’occasione per comprendere le ragioni di una richiesta e provare a darle risposta.

I ragazzi del “Sismondi-Pacinotti” non protestano nel vuoto. La loro mobilitazione richiama una questione che attraversa il Paese: la necessità di garantire alle giovani generazioni scuole sicure, funzionali, accoglienti e adeguate alle esigenze della didattica contemporanea.

Sarebbe ipocrita, e politicamente miope, limitarsi a prendere atto della protesta o a promettere interventi tampone senza denunciare il quadro strutturale nel quale le Province sono costrette a operare.

La stagione del PNRR ha rappresentato, per gli enti provinciali, una boccata d’ossigeno senza precedenti. Ha consentito di intervenire su edifici scolastici che attendevano lavori da decenni, di avviare importanti opere di adeguamento e di restituire prospettive a un patrimonio edilizio troppo a lungo trascurato.

Ma quella stagione è destinata a chiudersi. E la domanda che dobbiamo porci è semplice: cosa accadrà dopo?

Nonostante le ripetute sollecitazioni degli enti locali, manca ancora una risposta strutturale del Governo nazionale alla necessità di sostenere una politica organica e progressiva di adeguamento delle scuole superiori.

Non possiamo pensare che la sicurezza degli edifici scolastici sia affidata esclusivamente alla capacità delle Province di intercettare, di volta in volta, finanziamenti straordinari.

La Provincia di Pistoia, nel suo piccolo, sta facendo la propria parte.

Proprio in queste settimane abbiamo approvato un decreto presidenziale per candidare l’intervento di adeguamento sismico della succursale di via della Dilezza del “Sismondi-Pacinotti” ai fondi dell’otto per mille.

Parliamo di giunti sismici, confinamento di pilastri e rinforzi strutturali: opere necessarie per garantire la sicurezza di chi quegli spazi li vive ogni giorno.

È un intervento importante, ma circoscritto, legato a un avviso pubblico e a un finanziamento massimo di un milione di euro. Non è una politica di edilizia scolastica. È la rincorsa a risorse incerte per un patrimonio che, nel suo complesso, richiederebbe un piano pluriennale di adeguamento, efficientamento e messa in sicurezza.

La protesta dei ragazzi del “Sismondi-Pacinotti” ha il merito di riportare al centro un tema che la politica nazionale sembra aver accantonato troppo presto.

Le scuole superiori non sono soltanto contenitori di studenti. Sono infrastrutture civili fondamentali, luoghi nei quali si costruiscono conoscenze, relazioni, opportunità e futuro. E come tali meritano programmazione seria, risorse certe e una visione che non si esaurisca con la fine di un Piano straordinario.

Ai ragazzi va riconosciuto il merito di aver portato all’attenzione della comunità una questione importante, facendolo senza incidenti e con un comportamento che ha consentito di mantenere aperto il dialogo. Il loro disagio non va sottovalutato, né le loro richieste possono essere liquidate con la promessa di qualche intervento occasionale.

Come Provincia continueremo a fare la nostra parte. Ascolteremo i rappresentanti degli studenti, come già ha fatto la dirigente scolastica, e daremo seguito a tutti gli interventi che le risorse disponibili e i vincoli di bilancio ci consentiranno di realizzare.

Ma chiediamo al Governo di non lasciare sole le Province in questa sfida.

I ragazzi che oggi manifestano davanti al “Sismondi-Pacinotti” non chiedono l’impossibile. Chiedono una scuola che non cada a pezzi, che sia sicura e che consenta loro di vivere pienamente il proprio percorso formativo.

È una richiesta legittima. Ed è una responsabilità che non può essere scaricata soltanto sugli enti locali.

Una Repubblica fondata sul diritto allo studio deve essere in grado di garantire ai propri giovani non soltanto il diritto di entrare a scuola, ma anche quello di frequentare edifici sicuri, dignitosi e adeguati alla loro crescita.

La protesta di oggi deve diventare un’occasione di ascolto e di impegno. Perché il futuro dei nostri ragazzi non può dipendere dalla disponibilità occasionale di un finanziamento. 

*Il Presidente della Provincia di Pistoia

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