venerdì, Ottobre 23, 2026

Quando una scuola diventa comunità: “La Filastrocca” inaugura i nuovi spazi

di Martina Notari

PISTOIA – Se oggi questa scuola continua a vivere, è perché intorno ad essa una comunità ha scelto di non tirarsi indietro.

(foto Giovanni Fedi)

È questo il significato più profondo dell’inaugurazione dei nuovi spazi della scuola materna “La Filastrocca” di via Antonelli, nel quartiere delle Fornaci a Pistoia.

La scuola fa parte del complesso educativo di proprietà dell’Ente Camposampiero ODV, che comprende anche il nido e la biblioteca. Intorno agli edifici si estende un grande parco con oltre quattrocento piante, nel quale la cura del verde incontra una proposta pedagogica attenta al rapporto con la natura.

«Se non ci fosse stato l’impegno di tutti, dell’Ente, delle insegnanti, delle famiglie e delle persone che hanno continuato a credere in questa realtà, probabilmente oggi non saremmo qui -. spiega Luca Traversari, presidente dell’Ente Camposampiero ODV. La scuola avrebbe rischiato di chiudere e il quartiere avrebbe perso non soltanto un presidio scolastico, ma anche un luogo nel quale la comunità può incontrarsi e ritrovarsi».

La riqualificazione del complesso si è sviluppata in più fasi. Nel 2025 era stata sistemata l’area del nido; nel maggio 2026 sono invece iniziati i lavori alla scuola dell’infanzia, conclusi il 31 agosto.

Il taglio del nastro (foto Giovanni Fedi)

Il solo intervento sulla scuola dell’infanzia ha richiesto un investimento superiore a 350mila euro. Considerando anche i lavori precedentemente realizzati nell’area del nido, l’impegno economico complessivo supera i 600mila euro.

Non si è trattato di un semplice rinnovamento estetico. L’intervento ha riguardato il consolidamento strutturale e l’adeguamento statico e antisismico dell’edificio, ma anche l’efficientamento energetico e la riorganizzazione degli ambienti.

Sono stati installati due impianti fotovoltaici, nuovi condizionatori e un impianto elettrico rinnovato, insieme a un sistema di illuminazione a LED. Sono stati inoltre rifatti i pavimenti, realizzati nuovi servizi igienici accessibili alle persone con disabilità e rimodulati gli spazi per renderli maggiormente funzionali alle attività educative. A questi interventi si è aggiunto un complessivo lavoro di cura e abbellimento della struttura.

La scuola, tuttavia, non ha mai interrotto il proprio cammino educativo. Bambini, famiglie e insegnanti hanno attraversato insieme i cambiamenti organizzativi necessari, consentendo alle attività di proseguire anche durante il percorso di trasformazione.

Tra gli aspetti più significativi del progetto c’è la nuova funzione assegnata alla biblioteca. Sostenuta dal Comune di Pistoia, non resterà uno spazio destinato esclusivamente ai bambini e alle attività scolastiche, ma sarà aperta anche agli abitanti delle Fornaci.

«La biblioteca nasce come servizio per la scuola, ma vogliamo che diventi anche un servizio per il quartiere -. prosegue Traversari – L’obiettivo è aprire maggiormente questa struttura al territorio e fare in modo che sia vissuta dalla comunità, non soltanto durante l’orario scolastico».

La biblioteca diventerà così il punto di contatto tra il complesso educativo e le Fornaci: un presidio culturale, ma anche uno spazio nel quale costruire relazioni e offrire nuove occasioni d’incontro.

In un quartiere delicato della città, preservare la presenza di una scuola significa infatti molto più che mantenere aperte delle aule. Significa custodire un luogo quotidiano di socialità, creare legami tra le famiglie e rendere disponibile uno spazio capace di accogliere il territorio.

«Quello inaugurato è un intervento importante non soltanto per la scuola, ma per tutto il quartiere – afferma il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi -. È il risultato di una collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’Ente Camposampiero e le diverse realtà coinvolte. Quando istituzioni, Terzo settore, educatori e famiglie lavorano insieme, è possibile tutelare servizi essenziali e offrire nuove opportunità alla comunità».

La continuità educativa è stata possibile anche grazie al rapporto costruito con le famiglie.

«Le famiglie hanno affrontato tutto il percorso insieme a noi – raccontano le insegnanti Viviana Tondini, Vilma Vannucci e Marta Capecchi -. Ci hanno sostenute, non si sono mai tirate indietro e hanno continuato ad avere fiducia nella scuola, anche durante i momenti più complessi».

Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai bambini, chiamati ad adattarsi a un’organizzazione diversa da quella abituale.

«La forza principale sono stati proprio loro. Hanno accolto i cambiamenti con una disponibilità straordinaria e hanno vissuto con serenità anche una quotidianità diversa dalla normalità. Oggi siamo soddisfatte e felici di vedere concluso questo percorso».

Nel giorno in cui la scuola ha inaugurato ufficialmente i nuovi spazi, nel terreno è stato piantato un albero di pero.

La pianta, donata dalla Fondazione Giorgio Tesi, ha accompagnato simbolicamente il taglio del nastro: un nuovo albero destinato a crescere mentre la scuola comincia una nuova fase della propria storia, senza avere mai interrotto il rapporto educativo con i bambini.

La Fondazione ha donato anche le altre piante recentemente collocate nel frutteto, inserito nel progetto di agricoltura sociale “Eolab Educazione”. Un’esperienza che mette in relazione il lavoro con la terra, l’apprendimento e l’inclusione.

Tra le persone coinvolte nel laboratorio c’è Mattia, che ha trasformato la propria esperienza anche in un libro, mostrato durante l’inaugurazione.

La piantumazione del pero non rappresenta quindi un gesto isolato o puramente celebrativo. Inserita nel percorso del frutteto, racconta un’idea di educazione capace di uscire dalle aule e di coinvolgere il corpo, la natura e le relazioni.

Mentre la scuola inaugura i nuovi ambienti senza avere mai interrotto il proprio cammino, un albero mette nuove radici. Sono due immagini dello stesso impegno: custodire ciò che esiste e creare le condizioni perché possa continuare a crescere.

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