mercoledì, Settembre 9, 2026

Quel mercato che non c’è più

PISTOIA – E’ vero che il mercato bisettimanale di Pistoia, sia quello delle scarpe in piazza dello Spirito Santo che in piazza del Duomo, è cambiato negli ultimi 15 anni. Ma…..la causa non è come hanno scritto i Capogruppo civici e riformisti, Pd  e Pistoia Ecologista Progressista che puntano polemicamente il dito contro Fratelli d’Italia per varie inadempienze comunali e di gusto.

E’ vero si è ridimensionato verso una qualità inferiore; gli operatori storici sono rimasti veramente pochi ma  i banchi che vendono una merce non identificabile con l’usato o pronto moda di seconda scelta, non hanno però più la merce di qualche anno fa.  Perchè? Al mercato per consuetudine non esiste un’alta qualità, gli ambulanti non trovano più prodotti belli da stoccare dai negozi  del territorio, per esempio a Monsummano sono quasi scomparse le fabbriche di scarpe che rifornivano di campioni  i banchi di piazza dello Spirito Santo e quindi si è optato per una scelta facile, a buon mercato e appetibile ai più: prezzi molto  bassi, qualche difetto nella merce ma basta sia  di moda..

Una soluzione per migliorare l ‘offerta potrebbe essere diversificare la merce esposta ma al mercato vedo tante donne e uomini che cercano per lo più abbigliamento spendendo poco. Quaranta  euro per un cachemire usato sono, per la clientela del mercoledì e sabato, già troppi. E’ inutile, i tempi cambiano, gli affari d’ oro per gli ambulanti non esistono più e i bei banchi di una volta dove trovavi qualcosa di marca e particolare sono scomparsi con i loro gestori. Chi ha frequentato nel tempo la piazza rimpiange i banchi del Cecchi, del Bulleri, di Stefano, di  Giuseppe dove trovavi a pochi euro la giacca di Armani ‘usata’ che oggi si chiamerebbe vintage. Concordo su di un punto: i banchi vanno collocati in modo migliore, non a macchia di leopardo come adesso ma devono rimanere in piazza perchè il mercato dal Medio Evo in poi si fa in piazza. Deve rimanere  luogo di incontro, di confusione gioiosa ; non ha senso spostarlo allo Stadio lungo il tennis  o il campo scuola al massimo una soluzione potrebbe essere piazza san Francesco. Ma dal punto di vista merceologico i bei tempi sono ahimè finiti.

Gloria Potenti

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