PISTOIA – “Scrivo oggi, 11 ottobre, quando, già per la quinta volta sono stata costretta ad accompagnare mia figlia sedicenne a scuola dopo aver aspettato invano per un’ora alla fermata dell’autobus dello Sperone nella speranza che se ne fermasse uno.

Più volte, anche negli anni precedenti, ho provato a segnalare questo disservizio, mai ascoltata. Mi chiedo come sia possibile che nel 2023 non si sappia calcolare il numero di utenti o capire che servono autobus in più negli orari di entrata/uscita di scuola? Come può essere possibile che in quegli orari saltino le corse programmate? E come può essere possibile che nel post COVID, con il Virus che ancora circola i ragazzi siano ancora stipati dentro i mezzi come sardine?
Per non parlare dei prezzi lievitati degli abbonamenti in cambio di un servizio approssimativo, insufficiente a tratti assente. Semplicemente non sarebbe possibile un tavolo efficace per incrociare numero di utenti, orari delle scuole, ed esigenze dei ragazzi?
So per certo che mia figlia non è l’unica a non poter prendere l’autobus perché già pieno, ma mi chiedo: oltre che ai genitori, questo disservizio interessa a qualche istituzione?”
Elisa Piras









