PISTOIA – “Deturpamento. Così il consigliere comunale Bojola ha definito i fazzoletti rosa annodati in piazza della Sala da Non Una di Meno, movimento che si batte contro ogni forma di violenza di genere. Ma quello che per Bojola è degrado, rappresenta un segno di memoria collettiva e di lotta contro i femminicidi. I fazzoletti richiamano la violenza subita dalle donne, il dolore e la forza di chi non accetta più il silenzio. Un gesto simbolico e rispettoso, che il consigliere ha strumentalmente deciso di dipingere come vandalismo nonostante non tocchi direttamente il Pozzo del Leoncino, ma solo la ringhiera che lo circonda.
Per noi è inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni come Iacopo Bojola si vanti di averli strappati. Il vero degrado è culturale e politico: è negare con il pretesto del “decoro” una testimonianza civile, è ridurre al silenzio chi porta in piazza la memoria delle donne uccise, è screditare chi difende diritti, libertà e dignità. Cos’altro dobbiamo aspettarci ancora?
Del resto, il consigliere Bojola ci ha abituati alle “sparate” prive di fondamento, con cui ci intrattiene a cadenza regolare, e adesso ha deciso di prendere di mira un simbolo del movimento femminista e transfemminista. Certamente è possibile non condividere l’idea dell’utilizzo dello spazio, ma dare un messaggio del genere da consigliere comunale significa trattare con superficialità un tema drammatico e prendersi gioco di una ferita che per molte e molti è profonda e ancora aperta.
E il sindaco Tomasi? Anche questa volta sceglierà di non dire nulla? Ricordiamo bene come, per il Toscana Pride, la sua maggioranza ha prima negato la compartecipazione e solo da ultimo e per forza ha concesso un patrocinio vuoto di sostanza. Il silenzio e le mezze misure sono la conferma di una destra che continua a negare riconoscimento e rispetto a chi chiede diritti e uguaglianza. È questa la “Rivoluzione del fare” con la quale vorrebbe governare la Toscana?
Il Partito Democratico di Pistoia è al fianco di Non Una di Meno e di tutte le donne. Perché la nostra città non ha bisogno di chi cancella simboli di memoria, ma di chi costruisce spazi di libertà, rispetto e partecipazione”.
Unione Comunale PD Pistoia










