mercoledì, Settembre 9, 2026

Quinto Martini. Un reportage sulla rivista Marie Claire Maison

CARMIGNANO – Sulle tracce di Quinto Martini, la casa studio e il parco museo: prima un giornalista francese, poi un regista pratese, entrambi, accompagnati dalla nipote, Stefania Martini, sulle orme dell’artista seanese, delle sue 36 sculture, raccolte nel parco dal Comune dal 1988, e del suo laboratorio, là dove germogliavano idee e progetti poi tradotti nelle sue opere.

E’ un ampio reportage, a firma di Vicent Thibert, quello che Marie Claire Maison, la prestigiosa rivista internazionale di design d’interni e architettura, che racconta le abitazioni come riflesso creativo di chi le abita, dedicherà a Quinto Martini: non a caso alla casa museo per raccogliere le fonti d’ispirazione dell’artista, per descrivere il suo ambiente più riservato, lo spirito da cui nascevano i suoi dipinti e le sue sculture.

Due giorni che il giornalista francese ha trascorso a Seano, visitando la casa museo, alla scoperta del Quinto Martini più intimo, quello entro le mura domestiche, naturalmente con Stefania Martini, presidente dell’associazione Parco Museo, che custodisce con cura l’eredità dell’artista che nacque nella frazione di Carmignano nell’ottobre del 1908, ma anche in compagnia del sindaco Edoardo Prestanti e del nipote nonché vice sindaco Federico Migaldi.

Ma Quinto Martini è stato anche al centro dell’interesse del regista Massimo Smuraglia, presidente della scuola di cinema “Anna Magnani” di Prato, che ha impiantato un set al parco museo per girare il cortometraggio “L’Attesa”, ispirato all’omonima scultura dell’artista seanese, scritto da Gabriele Marco Cecchi e Lisa Pignotti con Elettra Abbiati Giusti, Caterina Giachin, Alla Munchenbach, Gianluca Faralli, Elisabetta Giusti.

Il cortometraggio, prodotto dalla scuola di cinema Anna Magnani, sarà presentato all’inizio di luglio alla Gualchiera pratese di Coiano. Due momenti, uno giornalistico l’altro artistico, accomunati dall’attenzione mai venuta meno per Quinto Martini, e per la sua originale produzione, anche letteraria, con la quale ha rappresentato l’autenticità e la verità umana presente nella civiltà della campagna, che fanno dire al sindaco Prestanti: «è stato il più genuino interprete del nostro territorio, già di per sé ricco di storia e di cultura, un alto contributo alla sua conoscenza nel mondo. Non casualmente riviste prestigiose e produzioni cinematografiche continuano ad occuparsi della sua opera».      

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