mercoledì, Settembre 9, 2026

Relazione Dia. Tessile, riciclaggio e alberghi: le mafie fanno affari anche in Toscana

FIRENZE – Pubblicata la relazione della Dia relativa al secondo semestre 2021. Per quanto riguarda il territorio toscano il report conferma la presenza e l’operatività di elementi contigui alle organizzazioni criminali mafiose impegnate soprattutto nel tessile, nel settore turistico alberghiero, nel riciclaggio di denaro e nella gestione illecita dei rifiuti.

”Le associazioni mafiose – si legge nel documento – gestirebbero talvolta in sinergia con soggetti autoctoni numerose attività illecite con lo scopo di ottenere il massimo profitto nei settori di maggior interesse quali gli appalti pubblici, la gestione e lo smaltimento di rifiuti, nonché il campo turistico-alberghiero”.

Dia

A quanto emerge dall’analisi della Dia la crisi di liquidità conseguente alla pandemia, fornisce l’occasione per ingerirsi nell’economia locale, grazie alla grande disponibilità economica di cui dispongono.

A fare affari in Toscana sarebbero prevalentemente camorra e ‘ndrangheta mentre, con riferimento alla criminalità straniera, spiccano le compagini di etnia albanese e cinesi, quest’ultime particolarmente operative nel distretto del tessile e dell’abbigliamento. Un’area, si legge nel report della Dia, che abbraccia l’hinterland fiorentino (Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio) fino alle province di Prato e parte di quella di Pistoia.

Particolarmente forte, inoltre, risulta l’attività di usura, estorsione e spaccio di droga da parte di consorterie campane, a cui si aggiungono anche smaltimento illecito di rifiuti e riciclaggio di denaro. I soldi, a quanto riferisce la Dia, sarebbero reimpiegati prevalntemente nel settore turistico-alberghiero e nella penetrazione nell’economia legale attraverso l’alienazione o costituzione di attività imprenditoriali edili, con l’obiettivo di acquisire appalti pubblici.

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