di Alberto Vivarelli
PISTOIA – Sabato mattina è stata depositata formale denuncia contro G. C., la persona che giovedì sera aveva minacciato i giornalisti di Reportpistoia con un messaggio sulla nostra posta Facebook.
Adesso la vicenda è sui tavoli della Digos che inizierà le indagini.
Non è stato un passo semplice, perché querelare una persona ha conseguenze che devono far riflettere anche chi la presenta. Più volte in passato abbiamo fermato i nostri legali sulle scale della Procura della repubblica proprio perché avevamo riflettuto sui guai che avrebbero passato coloro che ci avevano pesantemente offeso o minacciato.
Adesso la misura è stata superata, non è più tollerabile che qualcuno possa sentirsi in diritto di minacciare chicchessia utilizzando lo schermo (spesso oscurato) di Facebook.
Basta.
In questi 9 anni di vita, Reportpistoia ha sempre dato spazio a tutti, nessuna lettera, nessun intervento sono stati censurati o cestinati, a volte ci siamo limitati a ricomporli in una lingua italiana comprensibile, ma anche questo è il nostro compito.
Da noi, tutti hanno trovato ospitalità, anche coloro le cui idee sui valori sono agli antipodi dalle nostre. Lo abbiamo fatto non per generosità, ma per garantire un diritto sacrosanto: la libertà di espressione sancita nella Costituzione, la nostra unica guida, prima delle leggi e delle norme che regolano l’attività giornalistica.
E abbiamo sempre considerato un diritto di chi ci legge, criticare il giornale e i suoi giornalisti, che non hanno alcuna verità in tasca ma tanti, tanti dubbi ogni giorno su mille questioni.
I giornalisti devono informare, raccontare le comunità e ricordare anche le regole della civile convivenza. E verificare, dove è possibile, le notizie. Per abitudine consolidata ci affidiamo alle fonti ufficiali, ma quando è possibile andiamo oltre e approfondiamo le informazioni: come si dice, scendiamo in strada, parliamo con le persone. Quando è possibile, perché spesso troviamo veri e propri muri invalicabili o labirinti che portano a niente. Scrivere per sentito dire è una pessima abitudine, è l’anticamera della diffamazione, terreno fertile per l’odio. Non tutti sanno resistere alla tentazione.
Negli anni abbiamo scoperto la violenza di Facebook, un popolo “dominato” da esperti senza titoli, da cialtroni che dalla sera alla mattina diventano medici, virologi, scienziati, esperti di Diritto costituzionale, economisti solo perché hanno “sentito” o “un amico mi ha detto”; e citano (anche a sproposito) fonti che affermano cose che le loro orecchie vogliono solo sentir dire; propagatori di certezze assolute, odiatori seriali. E snocciolano lunghi elenchi di link ai quali potrebbero essere contrapposti altrettanti lunghi elenchi di link contrari.
Questo rientra nelle libertà individuali garantite sia dalla Costituzione che dalle leggi dello Stato; queste persone devono poter esprimere liberamente le loro idee (e noi lo garantiamo) ma alla fine dei loro pensieri devono mettere un punto e chiudere, non possono proseguire con offese e/o minacce. E’ un problema di convivenza che deve essere civile anche tra idee e valori opposti e che ci pare molto compromessa.
Per quanto ci riguarda, la tolleranza è finita.
Da sabato mattina non sarà più permesso a nessuno offendere i giornalisti di Reportpistoia, i leoni da tastiera coraggiosi solo perché c’è uno schermo che li protegge e che ci definiscono buffoni, venduti, propagatori di notizie false, bastardi, e così via andranno a far visita a qualche funzionario in Questura o saliranno le scale della Procura della repubblica.
Il tempo della “clemenza” è finito, almeno per noi. La nostra pagina Facebook non sarà più una palestra per combattenti: chi offende, chi minaccia, chi mette in dubbio l’onestà del nostro lavoro senza provare il contrario, prima sarà bannato poi denunciato.
Abbiamo preso questa decisione non solo per la tutela dell’onorabilità dei giornalisti di Report (che difenderò sempre con le unghie e i denti), ma di quella di tutti i colleghi del mondo dell’informazione, senza distinzione di testata, professionisti seri che ogni giorno mettono l’anima in questo lavoro.
La solidarietà
Abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà, tanti davvero e questo ci dà forza; messaggi pubblici e in privato, da comuni cittadini, da rappresentanti delle istituzioni, dalla politica.
Voglio ringraziare anzitutto il sindaco Alessandro Tomasi per la telefonata affettuosa e non formale – anche preoccupata, direi – che mi ha fatto pur essendo in vacanza; un ringraziamento anche alla vice sindaca Annamaria Celesti come sempre molto sensibile al tema dei diritti. Grazie anche alla senatrice Caterina Bini, al senatore Vannino Chiti e ai consiglieri regionali Marco Niccolai e Federica Fratoni.
E grazie al Pd che non abbiamo mai risparmiato nelle critiche.
Per chi, invece, ha messo in dubbio la veridicità della lettera di minacce, buttandola in politica (che c’azzecca?), solo compatimento.
Infine la solidarietà che non è arrivata, non obbligatoria ma che ti aspetti se non altro per i lunghi percorsi condivisi. Niente, nessun messaggio, nemmeno in privato.
Anche all’Ordine dei giornalisti, sempre in prima fila e velocissimo a schierarsi al fianco dei colleghi di grande testate, le minacce a Reportpistoia sono sfuggite, pur essendone a conoscenza da subito: dell’Assostampa, non ne parliamo.
Ma Reportpistoia ha una squadra di bravi giornalisti, fortissima e coesa e – come ha sempre fatto – ha le armi per difendersi con le proprie forze, che sono i nostri lettori e i nostri sponsor.
Posso assicurare che nessuno ci fermerà, continueremo a raccontare le città e le comunità senza condizionamenti, né politici né ambientali come abbiamo sempre fatto e Reportpistoia continuerà a essere il quotidiano dove tutti – proprio tutti – potranno avere il loro spazio, dove l’ospitalità è e sarà garantita.
Grazie e buona domenica a tutti.










Ho letto tutto l’articolo, e come ho fatto pubblicamente vi rinnovo la stima. Vi sono vicina, ma voi teneteci informati sul proseguire delle indagini e credo che l’autore delle pesanti offese non abbia diritto alla riservatezza la persa sulla tastiera, quando ha pubblicato la minaccia
siete meravigliosi