venerdì, Settembre 11, 2026

Riaperto dopo il restauro il ponte di Castrola

di Giacomo Martini

PORRETTA – E’ stato inaugurato nei giorni scorsi nell’alto Appennino, lo splendido ponte a schiena d’asino di Castrola, sul torrente Limentra di Treppio; ponte da cui passa il sentiero antico che per secoli ha collegato tra loro Castel di Casio e Camugnano e la montagna bolognese a quella toscana.

Il ponte di Castrola restaurato

Folta la partecipazione al taglio del nastro per il restauro di un attraversamento storico che costituisce un vero simbolo identitario per questo territorio: la presenza del ponte, infatti, è citata a partire dall’anno 1189, quando rientrava tra i possessi della celebre Abbazia benedettina di Montepiano.

Dopo il taglio del nastro, i partecipanti si sono trasferiti nello splendido scenario della vicina Rocchetta Mattei per un tavola rotonda dedicata a questo importante e attesissimo restauro, annunciato nello stesso affascinante castello due anni fa.

Risalgono alla fine del XII secolo le prime notizie di un ponte in questo luogo sul torrente Limentra; ponte che, crollato successivamente, fu sostituito da manufatti in legno. Il ponte fu possesso delle celebre Abbazia di S. Maria di Montepiano, monastero benedettino vallombrosano di Prato. Vicino all’opera vi era in origine anche un edificio, casa del converso che si occupava dell’attraversamento controllando il passaggio, eseguendo la manutenzione e riscuotendo un pedaggio da parte dei viaggiatori.  L’archivio dell’Abbazia di Montepiano conserva altri documenti medievali che riportano donazioni di terre da parte di possidenti locali al monastero. Donazioni utili a creare un patrimonio da cui trarre una rendita stabile per la manutenzione della strada e del ponte. Infatti, in epoca pre-comunale, spesso gli enti religiosi si occupavano di queste cure

Il ponte di Castrola prima del restauro

L’ottocentesco ponte di Castrola era chiuso per rischio di crollo in quanto presentava gravi lesioni nelle giunzioni tra gli archi laterali e la volta, fessurazioni e crolli nei muri d’ala ed erosione dei blocchi di fondazione e del piano di calpestio. Il restauro, promosso dai comuni di Camugnano e di Castel di Casio, dal CAI sezione Alto Reno e Bologna, dalle associazioni locali Camminatori Camugnanesi e Nuèter, è stato finanziato dal GAL dell’Appennino Bolognese e dal Consorzio della Bonifica Renana che ha curato anche la progettazione e la realizzazione dell’intervento. Per consentire il restauro, è stato necessario installare un ponteggio sospeso, viste le difficoltà di accesso all’area e le precarie condizioni statiche del ponte. L’intervento ha previsto il consolidamento della volta, con fibre in carbonio, la ricostruzione della muratura con malta a calce e stuccatura finale. Consolidata la volta, è stato possibile procedere con la rimozione completa dei parapetti e dei selciati. Sono stati preservati i componenti originari del ponte, in arenaria locale. Una volta risolti i temi strutturali, sistemate le murature dei timpani laterali ed i riempimenti, gli elementi recuperati sono tornati nella posizione iniziale.
Contestualmente sono stati ripristinati anche dieci chilometri del Sentiero Antico di Castrola, storico percorso che connetteva le valli del Limentra, del Brasimone, del Setta e del Bisenzio. Per secoli fu la strada di pellegrini, mercanti ed abitanti della zona diretti verso Porretta e la Toscana.

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