dal nostro inviato Stefano Di Cecio
VENEZIA – Anche quest’anno lo spazio “Ridateci i soldi” presso la Mostra del Cinema di Venezia, si è rivelato un successo.
Un grande pannello di legno, allestito come un Tazebao proprio in prossimità del palazzo del Casinò, su cui venivano affissi i moltissimi i commenti lasciati dal pubblico, spesso sarcastici e irriverenti.
Fino allo scorso anno a gestirlo, affiancando Gianni Ippoliti organizzatore insieme al Codacons dell’evento, vi si poteva trovare l’affabile Romeo Scarpa che con gentilezza offriva informazioni e il materiale su cui poter scrivere i propri commenti. Romeo purtroppo è venuto a mancare lo scorso dicembre e quest’anno il suo posto è stato ricoperto da una sua carissima amica, Michela Rosa.

I vari commenti hanno interessato tutti gli aspetti della Mostra, dalle pellicole in concorso ai registi, passando per attori, prezzi, biglietti, organizzazione della kermesse. Tra i film più criticati dagli spettatori si piazzano quest’anno saldamente in testa alla classifica tre pellicole: “In the Hand of Dante”, “The Testament of Ann Lee” e “Orphan”, opere che non hanno incontrato il favore del pubblico della Mostra del Cinema di Venezia.
L’iniziativa si è conclusa assegnando alcuni premi alla presenza del Direttore artistico della Mostra Alberto Barbera a cui, inaspettatamente e con somma sorpresa dello stesso, è stato consegnato un premio speciale dedicato a Romeo Scarpa. L’opera è stata realizzata da un maestro del vetro di Murano, Diego Vio.

Sono stati consegnati poi premi collaterali: l’ombrello ufficiale della Mostra (funzionale sia per la pioggia che per il sole implacabile nelle ore centrali della Mostra) a Camilla con accredito studenti che ha contribuito con diversi commenti. Il secondo premio collaterale, un collarino porta badge, detto della pace e dell’amicizia per chi ha chiesto un accredito senza ottenerlo, è andato a un partecipante che ha elaborato una serie di battute quali “Gabriele D’annunzio non ci ha offerto la sua coca ma nonostante questo è andato in overDuse”.
Il premio vero e proprio, la coppa Codacons opera del maestro Ferdinando Codognotto, è stato consegnato a Giulio Zoppello, giornalista e critico cinematografico di Esquire, di Today.it e di Wired per il suo commento: “La Grazia è veramente un film fantasy, politici competenti, una legge sul fine vita, un Papa nero, Roma pulita, Guè che fa di nuovo canzoni decenti”.









