PISTOIA – “Condizioni inaccettabili riscontrate giovedì mattina, 23 febbraio, alla Questura di Pistoia nell’ambito della giornata di apertura per il rilascio dei passaporti.
L’ufficio apre alle 8:30, alle 7 mi sono recato sul posto trovando una fila di circa 70 persone e un cartello con su scritto che sarebbero state sbrigate al massimo 30 pratiche.
Alle 8 sono state aperte le porte e consegnati i numeri di turno alle prime 30 persone iniziando così le procedure.
Poco dopo vediamo uscire la prima persona che è riuscita a sbrigare la pratica, ci racconta di essere stata davanti alle porte della questura dalle 3 del mattino.
Nonostante tutto la coda è autogestita con civiltà e il ritmo di uscita delle persone sembra incoraggiante dal momento che dopo solo un’ora di apertura abbiamo visto uscire persone fino al numero 16.
Da un rapido calcolo, visto che l’ufficio rimane aperto ancora per 4 ore (fino alle 13), sembrerebbe esserci una possibilità per tutti.
Se non che alle 9:30 una persona in uniforme esce per comunicare che sarà permesso entrare ad altre 5 persone mentre tutte le altre devono andare via…fra queste, chi ha sprecato permessi di lavoro, giornate di ferie, o semplicemente dalle 5 del mattino era rimasto immobile al freddo per poi vedersi una porta chiusa in faccia.
Mi chiedo, com’è possibile che in una città come la nostra una procedura come il rilascio di un passaporto possa trasformarsi in un’impresa impossibile? Perché in una situazione conclamata di congestione del sistema si offre un servizio così inefficiente e svilente la dignità dei cittadini?
Trovarsi di fronte a una realtà come questa nella propria città è davvero amareggiante”.
La lettera di un cittadino pistoiese inviata alla nostra redazione









