di Enrico Becchi
PISTOIA – Dalle solari alle eoliche, dalle geotermiche alle idroelettriche, da quelle marine alle bioenergie. Oltre a essere varie, abbinabili e inesauribili, le energie rinnovabili significano inquinamento e costi ridotti, contrasto al riscaldamento del clima, più posti di lavoro e miglior salute sia per l’ambiente che per l’uomo.
E allora quanto è rinnovabile l’energia che viene utilizzata nelle Province di Prato e Pistoia?
Secondo il rapporto “Comuni Rinnovabili 2018 – Toscana” di Legambiente, al 2016 a Prato esiste una potenza installata di 80.2 MW da fonti rinnovabili e 1.5 MW da fonti tradizionali, e una produzione di energia elettrica di 85.3 GWh per le prime e 8.4 GWh per le seconde.
Nel caso di Pistoia, si parla rispettivamente di 82.9 e 3.6 MW, e anche di 171.3 e 19 GWh.
Fra le rinnovabili pratesi, il fotovoltaico la fa da padrone con il 91.3% della produzione di GWh, mentre idroelettrico e bioenergie sono a pari merito con un 4.34%.
A Pistoia domina invece l’idroelettrico con un 58.69%, seguito da fotovoltaico (23.91%) e bioenergie (17.39%).
Lo stesso rapporto, per ogni tipo di energia rinnovabile, stila anche delle classifiche dei 10 Comuni toscani sulla base di potenza e m 2 installati. E così scopriamo che, sempre al 2016, Prato è primo in Toscana per il solare fotovoltaico su edilizia pubblica, con 1608 kw; quinto per il solare termico, con 437 m 2 totali e 179 m 2 pubblici; e terzo per la geotermia a bassa entalpia, con 90 kwe e 52 kwt. Per Pistoia, invece, Pieve a Nievole è sesta per il fotovoltaico (172 kw), mentre San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano sono secondo e terzo per il mini-idroelettrico, con 5140 kw e 3627 kw.
Un dato interessante è anche quello sul risparmio energetico. Secondo i rapporti annuali “Detrazioni fiscali” di ENEA, mettendo insieme l’installazione di pannelli solari e gli interventi di Superbonus edilizio, fra 2019 e 2020 a Prato e Pistoia sono stati risparmiati 11.3 e 13 GWh/anno.
E tutto questo come si inserisce nel contesto della Toscana? Ci risponde il monitoraggio del GSE (Gestore Servizi Energetici): al 2019, le rinnovabili coprono il 16.7% dei consumi finali lordi di energia; e i primi tre tipi di fonti che contribuiscono a questa quota sono la
geotermia (44.36%), le bioenergie (37.08%) e il solare (6.97%).
In conclusione, quello che se ne ricava è un dipinto in chiaroscuro. Fra i lati positivi, ENEA e i rapporti “Ecosistema Urbano” di Legambiente ci dicono che a Prato e Pistoia, fra 2019 e 2020, la superficie e la potenza installata di energia solare sono aumentate.
Mentre il GSE ci ricorda che, dal 2012 al 2019, la quota delle rinnovabili della Toscana, anche se con un andamento oscillante, si è sempre mantenuta al di sopra degli obbiettivi fissati dal DM del 15 marzo 2012. Fra i lati negativi, nel 2021 “Italy For Climate” e ISPRA hanno realizzato una classifica delle Regioni italiane sulla base di emissioni di gas serra pro-capite, consumi di energia pro-capite e quota delle rinnovabili: quello che ne esce è che, al 2019, la Toscana si colloca al 17° posto (su 20).
Se infatti le sue emissioni pro-capite di gas a effetto serra sono più basse della media nazionale, il consumo di energia pro- capite è più alto, e la copertura delle rinnovabili è più bassa di quella italiana (17%).







