PISTOIA – “Io credo che il rinnovamento reale delle classi dirigenti politiche non sia più rinviabile. Lo si percepisce ogni giorno nel rapporto con le persone: è una necessità storica. Senza un cambiamento profondo e credibile, il sistema dei partiti continuerà a perdere legittimità e consenso, alimentando un’astensione che oggi non è più un semplice dato elettorale, ma una vera emergenza democratica. Chi non vota, nella maggior parte dei casi, non lo fa per disinteresse, ma perché non si sente rappresentato, ascoltato, coinvolto.
Non bastano operazioni di facciata né parole d’ordine. La partecipazione non si ricostruisce con il marketing politico, ma con scelte riconoscibili, comportamenti coerenti e una presenza reale nei territori. Serve un rinnovamento generazionale, certo, ma soprattutto serve un cambiamento profondo del modo di fare politica: meno autoreferenzialità, meno gestione del potere come fine, più ascolto, più responsabilità, più coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.
Negli ultimi anni la politica si è allontanata dai problemi fondamentali del Paese, quelli che incidono direttamente sulla vita delle persone: salari sempre più poveri, una sanità pubblica in difficoltà, con liste d’attesa inaccettabili, lavoro precario, una qualità dell’istruzione in declino. Su questi temi le risposte sono state troppo spesso insufficienti o rinviate, alimentando sfiducia e distanza. Il percorso di rinnovamento avviato dalla Segretaria del Partito Democratico ha riaperto uno spazio di discussione e di speranza, ma deve deve diventare coerente e continuativo.
A livello locale questa distanza è ancora più evidente. Nella nostra città si tocca con mano.
L’attuale amministrazione di destra lascia i cittadini pistoiesi soli: soli di fronte a un servizio di raccolta dei rifiuti sempre più inefficiente e a una TARI sempre più cara; soli davanti a strade dissestate; soli nella prevenzione del rischio idrogeologico; soli nel rapporto con un’amministrazione più rapida a fare cassa con le multe, anche di dubbia legittimità come nel caso del velox di Pontenuovo, invece dovrebbe ascoltare chi vive ogni giorno la città.
Io non credo che tutto questo sia solo inefficienza. Credo sia una scelta politica precisa, che rinuncia ad assumersi la responsabilità di governare e preferisce scaricare sui cittadini il peso delle criticità. Ed è anche da qui che nasce la disaffezione verso la politica e verso le istituzioni.
Per questo continuo a pensare che la politica debba tornare ad avere come orizzonte il bene comune, mettendo al centro le persone e i loro bisogni reali. Deve tornare a essere ascolto, presenza e responsabilità. Perché la politica non è un privilegio per pochi, ma un servizio pubblico: un impegno quotidiano verso i molti e verso la qualità della nostra democrazia”.
Paolo Tosi, Consigliere PD Comune di Pistoia









