mercoledì, Settembre 9, 2026

Ripartenza a Le Fornaci, con i MalaErba torna la grande musica di qualità

PISTOIA – La stagione musicale al circolo Arci Le Fornaci è ricominciata con un grande concerto dei MalaErba: oltre due ore di blues e rock con una scaletta di grande qualità come di grande qualità sono i musicisti che hanno animato la serata.

I MalaErba sul palco delle Fornaci

Il gruppo è una di quelle perle nascoste della musica pistoiese della cui bravura ti accorgi solo quando sei sotto il palco ad ascoltare. Perché le loro esibizioni non sono frequentissime, soprattutto ai tempi del Covid.

Cinque musicisti che non si limitano a proporre i brani, in molti casi complicati, eccellono dove molti altri, seppur bravi, non riescono: li interpretano. In ogni pezzo mettono la loro anima, i loro colori emozionali e il risultato è davvero eccellente. I musicisti sono perfettamente integrati, la loro musica non è un insieme di strumenti ma un unicum piacevolissimo.

Jusca Tredici

La scaletta che propongono è raffinatissima, frutto di una ricerca fatta per esaltare la splendida voce di Jusca Tredici, cucinata su misura per le sue (notevoli) doti musicali; Jusca è una delle poche che riesce ad interpretare con naturalezza una cantante complicatissima: Janis Joplin; alle prese con Kozmic Blues, Jusca ha mostrato tutte le sue qualità: voce limpida, pulita che non disdegna di arrivare talmente in alto fino a toccare le stelle. Al tempo stesso propone brani di B.B. King (The Thrill is gone e Hummingbird) mostrando di essere a proprio agio anche con il re del blues, ovvero brani agli antipodi sia come struttura musicale che come interpretazione.

Ventitrè pezzi di autori che vanno da Shemekia Copeland (bellissima My kind of guy) a una meno conosciuta Beth Hart (Love is lie), dalla sempreverde Aretha Franklin (Natural Woman) a Joe Bonamassa (A conversation with alice, Evil Mama), passando per Whigfield, Steve Wonder, Melody Gardot, i Beatles e altri ancora.

Alessandro Landini

Certo, Jusca è supportata da quattro musicisti davvero di alto livello a partire da Alessandro Landini che fa uscire tutta l’anima della sua Gibson, accarezza le corde anche quando gli assoli sono spasmodici, non “strappa” mai ma al tempo stesso riesce a tirar fuori la grinta e la “cattiveria” che una chitarra del genere mette a disposizione, insomma Alessandro e la sua chitarra sono una cosa sola, dita che si fondono con le corde per offrire un vero e proprio spettacolo.

Giulia Pagliai

Non da meno la giovanissima Giulia Pagliai al piano digitale: bravissima.

Accanto agli assoli stupendi che spesso rasentano la perfezione, cerca sempre una propria interpretazione anche quando il ruolo della tastiera diventa secondario nel brano e con la mano destra fa ascoltare virtuosismi che incantano, è una presenza fortissima nel gruppo.

Roberto Guardamagna

Roberto Guardamagna è stata la vera sorpresa della serata: il suono del suo basso è sempre preciso, pulito, non si abbandona ad assoli senza senso; la sua interpretazione segue una logica musicale ben definita e piacevole, riesce a “legare” le note senza incertezze o pause: sa quello che vuole dal suo strumento e lo ottiene guidando la sezione ritmica con autorevolezza, insieme a Matteo Nigi.

Matteo Nigi

Ed è proprio la batteria di Matteo Nigi, come spesso avviene nei gruppi più strutturati, a tenere insieme il tutto con i suoi tempi senza sbavature: entrate precise, contro tempi che danno il senso di ciò che si sta ascoltando. Con Matteo siamo alla presenza di un musicista con i fiocchi, a livello di Roberto Buscioni dei Route 66, uno dei migliori batteristi saliti sul palco de Le Fornaci Music Corner.

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