PIEVE A NIEVOLE – Il Partito Democratico di Pieve a Nievole ritiene necessario intervenire per riportare il dibattito sulle rotatorie dello svincolo autostradale di Montecatini entro un quadro di verità e responsabilità politica, evitando che una questione così strategica per la sicurezza e la viabilità del territorio venga strumentalizzata per polemiche di parte.
«Siamo francamente stupiti dal tentativo del consigliere Baldi di spostare l’attenzione e le responsabilità sul Comune di Pieve a Nievole e sull’azione del Sindaco – dichiara Monica Birindelli, segretaria del Partito Democratico di Pieve a Nievole – quando i fatti dimostrano in modo inequivocabile che l’Amministrazione comunale ha seguito questa vicenda con costanza, determinazione e senso istituzionale, coinvolgendo Regione Toscana, Prefettura, sindaci della Valdinievole e sollecitando ripetutamente il Ministero delle Infrastrutture».
La ricostruzione dei passaggi amministrativi e politici dal 2021 ad oggi parla chiaro: il Comune non è mai rimasto fermo. Al contrario, ha contribuito in modo concreto a far avanzare l’iter, superando contenziosi, arrivando all’approvazione dei progetti e mantenendo costantemente alta l’attenzione sulle tempistiche. «Tentare oggi di far ricadere sui Comuni o sul Sindaco responsabilità che sono esclusivamente ministeriali – prosegue Birindelli – è un’operazione politicamente scorretta e fuorviante per i cittadini».
Il punto centrale, che non può essere aggirato, riguarda infatti il comportamento del Ministero delle Infrastrutture e del suo titolare, Matteo Salvini. Nel maggio 2024, in occasione di un’iniziativa pubblica a Montecatini Terme, il Ministro dichiarò davanti a centinaia di persone che il progetto esecutivo sarebbe stato completato entro luglio 2024, inviato al Ministero entro settembre e che i lavori sarebbero partiti nel 2025. «Quelle parole non erano generiche, erano date precise e impegni pubblici – sottolinea Birindelli – oggi però non solo quei tempi non risultano rispettati, ma lo stesso Ministero risponde in modo tardivo e ambiguo, senza fornire certezze operative».
A questo si aggiunge un fatto politicamente gravissimo: il Ministro Salvini non risponde nemmeno alle interrogazioni parlamentari. L’interrogazione presentata dall’onorevole Marco Furfaro nel luglio 2025 è ancora oggi priva di risposta, così come risultano inevase le sollecitazioni della Regione Toscana. «Questo dimostra che non siamo davanti a un semplice rallentamento tecnico, ma a un problema di credibilità politica del Ministro e del Governo che rappresenta», afferma la segretaria del PD.
Risulta quindi del tutto pretestuoso il tentativo del consigliere Baldi di utilizzare in modo selettivo la lettera del Ministero del 5 novembre 2025, isolando il termine “collaterale” per sostenere che l’opera delle rotatorie non sarebbe strategica. «È una lettura distorta e strumentale – chiarisce Birindelli – perché nella stessa lettera il Ministero ribadisce più volte la priorità dell’intervento. Le opere cosiddette collaterali sono parte integrante e necessaria delle grandi infrastrutture: senza di esse, quelle opere non funzionano e non risolvono i problemi del territorio».
Il Partito Democratico respinge quindi con forza qualsiasi tentativo di scaricare sul Comune di Pieve a Nievole responsabilità che appartengono esclusivamente al livello ministeriale. «Il Comune ha fatto e continua a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità. Se oggi i lavori non partono, non è certo per colpa dell’Amministrazione locale, ma per i ritardi e le incertezze di un Ministero che non mantiene gli impegni assunti pubblicamente».
Per questo il PD lancia anche un appello politico chiaro: «Su un’opera attesa da oltre venticinque anni non servono polemiche interne al Consiglio comunale. Serve una pressione unitaria verso Roma. Se davvero il consigliere Baldi ha a cuore la sicurezza dei cittadini e la soluzione dei problemi di traffico pesante, dovrebbe affiancare l’Amministrazione comunale in questa battaglia istituzionale, non tentare di indebolirla».
«La Pieve a Nievole non ha bisogno di divisioni – conclude Monica Birindelli – ha bisogno di una voce politica forte, compatta e determinata che pretenda dal Ministro Salvini e dal Governo risposte chiare e tempi certi. È lì che si gioca la vera partita, non nei tentativi di scaricare sul Comune responsabilità che non gli appartengono».






