mercoledì, Settembre 9, 2026

Rsa a Vicofaro, Legambiente contraria

PISTOIA – “La notizia della volontà dell’amministrazione comunale di autorizzare la costruzione di due nuove Rsa nella zona di Vicovaro ci lascia quanto meno interdetti per molti motivi”. E’ quanto evidenzia in una nota Legambiente Pistoia.

Che sottolinea la totale distanza di questa iniziativa rispetto alla linea che a livello regionale e nazionale si intende dare all’assistenza: la necessità di orientare la cura degli anziani verso cure domiciliari e cure intermedie.

“In Toscana, ad esempio, la Regione sta promuovendo l’implementazione di servizi di assistenza domiciliare (ADI) , cura intermedia e di prossimità, con l’obiettivo di garantire la continuità assistenziale e migliorare la qualità della vita dei pazienti, riducendo al minimo l’ospedalizzazione e la degenza nelle Rsa” continua l’associaizione.

Secondo i dati della Regione Toscana il numero di anziani che usufruisce di assistenza domiciliare è in costante aumento, passando da circa 10.000 pazienti nel 2015 a circa 13.000 nel 2019.

Per Legambiente questo dato conferma l’importanza delle cure domiciliari e delle cure intermedie come alternativa alle Rsa, e dimostra che la domanda di assistenza domiciliare è in costante crescita.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) stesso prevede un investimento di 3,3 miliardi di euro per il potenziamento del sistema di assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti.

“In particolare, il piano prevede l’ampliamento delle prestazioni di assistenza domiciliare, l’innovazione delle Rsa esistenti e il potenziamento delle cure intermedie. Questi interventi sono in linea con la filosofia di promuovere l’autonomia degli anziani e di favorire il
mantenimento del benessere all’interno del proprio ambiente domestico – continua Legambiente – In particolare, vengono previsti incentivi fiscali per le famiglie che assumono caregiver o personale di assistenza domiciliare, investimenti mirati alla creazione di reti territoriali di servizi socio-sanitari e alla digitalizzazione del settore, al fine di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’assistenza”.

Il secondo motivo è legato all’impatto ambientale e al consumo del suolo.

“Ancora una volta, piuttoosto che ricercare e riqualificare edifici a oggi già esistenti e abbandonati e dalle loro nuova vita e scopo si preferisce individuare zone di verde oltretutto locate in una zona ampiamente trafficata e complessa con una nuova struttura che porterà con sé nuovo cemento, asfalto, inquinamento di varia natura”.

E l’associazione evidenzia che secondo i dati del rapporto Ispra 2021 sulla qualità ambientale urbana, la città di Pistoia ha un tasso di consumo del suolo medio-alto, che è aumentato del 5,5% tra il 2008 e il 2018. Per quanto riguarda l’inquinamento ambientale, Pistoia è stata classificata come “zona ad elevata criticità” per la qualità dell’aria nel periodo 2017-2019.

Secondo i dati Arpat Toscana, nel 2020 la città ha registrato una media annua di 31,4 µg/m³ di PM10, superiore al limite di legge di 20 µg/m³.

“L’aggiunta di nuove costruzioni, come le due Rsa proposte nella zona di Vicovaro potrebbe aggravare la situazione ambientale della cttà aumentando il consumo di suolo e contribuendo all’emissione di inquinanti. Ciò potrebbe avere effetti negativi sulla salute degli anziani e dei residenti della zona in generale. Dall’analisi dei dati in possesso dell’amministrazione emerge chiaramente che a Pistoia non vi è alcuna necessità di creare 160 nuovi posti in Rsa”.

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