di Marzio Dolfi
PISTOIA – Sta decisamente stretta la sala del Circolo Arci di Bonelle al varo pistoiese della mozione Elly Schlein . Sono arrivati in molti, tanto che gli stessi organizzatori sono rimasti spiazzati. Le sedie non sono bastate e non succede spesso di trovarsi di fronte a una sala piena, in cui si sono visti anche parecchi giovani: segno di una attenzione che cresce e percorre il dibattito interno al Partito Democratico.
Buona la prima dunque per la Mozione Schlein.

Il varo è stato affidato all’onorevole Marco Furfaro, parlamentare aglianese che è anche portavoce nazionale della candidata alla guida del nuovo PD. Nella Mozione Schlein c’è insomma qualcosa di pistoiese e Pistoia ha risposto alla chiamata.
Furfaro è partito dall’analisi del panorama politico, caratterizzato – ha detto – “dalla peggiore destra della nostra storia”, per arrivare alla necessità di “ricostruire una storia di sinistra” e ritrovare per il Pd una “credibilità” che ha perso per strada, colmando “la distanza fra il dire e il fare”.
“Occorre ricostruire un a storia – ha aggiunto Furfaro – che prenda il meglio di quello in cui abbiamo creduto ma tenendo presente anche i nostri errori”.
Nella sala di Bonelle lunedì c’erano, fra gli altri, Marco Niccolai, Caterina Bini, Simona Querci (componente della Segreteria provinciale), Antonella Cotti e Tommaso Del Guasta (Presidente dell’Assemblea Provinciale); e ancora Giovanni Sarteschi, Andrea Brachi (segretario provinciale dello Spi Cgil), Dino Cordio (Sindaco di Uzzano), Giacomo Buonomini (vicesindaco di San Marcello), Paolo Bruni, Riccardo Trallori, Luciano Mazzieri, Giuliano Calvetti… molte facce conosciute della storia recente del Pd.
Ma c’erano anche tanti giovani. E proprio ai giovani è stato lasciato il compito di fare da apripista alla serata: Alessia Paoli, segretaria dei Giovani Democratici e Alessio Dolfi, da poco iscritto al partito, che ha messo in campo le speranze dei ‘millenial’, sottolineando le radici profonde che la sinistra punta a recuperare.

“Quando mi hanno chiesto perché Elly – ha detto Alessio – ho risposto: ‘si ricorda chi siamo e non ha paura di dire che siamo di Sinistra. Veniamo dalle Case del Popolo e dalle fabbriche, e da lì dobbiamo trarre il più grande insegnamento per un partito: il confronto. Scegliere Elly vuol dire scegliere un partito che è comunità’ “.
Al microfono è passato anche Matteo Giusti, giovane consigliere comunale a Pistoia.
Il Pd prova insomma a fare i conti con se stesso, con le troppe sconfitte che ha dovuto incassare. E sembra ricercare nella sua storia le radici e le coordinate di un cambiamento di rotta.
Furfaro nel suo intervento ha insistito molto sulla necessità di cambiare e di ritrovare la strada persa, “prendendo il meglio delle nostre tradizioni”. Ha citato Sanchez in Spagna e la sua esperienza di un governo progressista a cui guardare come un faro. La sinistra è stato l’architrave del suo discorso – molto apprezzato dalla gente che ha applaudito più volte – legato come ha sottolineato lui stesso al suo impegno nella politica e nel sociale. “Ma un esempio che dovete portare nel cuore – ha aggiunto – non viene dalla mia esperienza, ma da quella del cattolicesimo sociale”. E ha citato Davide Sassoli.
“Non siete soli. Siamo tanti – ha concluso prima di prendersi l’ultimo applauso – il Partito Democratico deve tornare a essere uno strumento per dare speranza a questo paese e per non farsi governare da questa destra”.







