mercoledì, Settembre 9, 2026

Sambuca, manca il candidato sindaco. Le difficoltà di una terra di confine

di Giacomo Martini

SAMBUCA – Anche il comune di Sambuca Pistoiese va al voto, ma ancora non si trova il candidato sindaco. Una difficoltà che aumenta il clima di incertezza per questo piccolissimo comune montano. Ne abbiamo parlato con Edgardo Ferrari, bolognese di 66 anni, docente, giornalista e scrittore, che tanti anni fa decise di stabilirsi a Sambuca, terra di origine di suo nonno. Il padre Gastone fu medico condotto e partigiano nella zona, oltre che Sindaco di Granaglione prima, durante e dopo il 25 aprile del 1945.
Dal giugno 2004 al 2014, Ferrari ha ricoperto la carica di assessore alla Cultura del Comune di Sambuca Pistoiese. Quindi, un profondo conoscitore del territorio di confine, un po’ toscano un po’ emiliano.

Edgardo Ferrari

Ferrari, la situazione nel Comune di Sambuca sembra complessa, l’attuale sindaco parla di difficoltà per trovare un candidato. Il comune vive una condizione di frontiera tra Emilia-Romagna e Toscana. L’attuale sindaco aveva proposto un referendum per passare in Emilia-Romagna, lei che è cittadino storico del territorio, come pensa si possa uscire da questa “gabbia” geopolitica?

Il fatto di essere Sambuca un comune di frontiera ha sempre portato molti disagi ma anche qualche opportunità. Una volta, più di trent’anni fa, l’ idea del passaggio di regione era caratterizzata da una disputa di campanile: i pavanesi erano per Bologna e Porretta mentre le altre frazioni tenevano alla loro toscanità. L’errore di valutazione che ha fatto il sindaco attuale secondo me è stato quello di proporre il referendum pensando che la maggioranza della popolazione fosse favorevole a un passaggio all’ Emilia Romagna perché la maggior parte dei cittadini residenti è nella frazione di Pavana. Tuttavia anche seguendo questa logica, ha sbagliato perché non ha considerato che molte persone attualmente residenti a Pavana in realtà vengono dalle altre frazioni del comune. In ogni caso la questione non va posta in questi termini e anche ammesso che il passaggio di regione sia agevole (ma non lo è), dobbiamo chiederci che vocazione vogliamo dare a questo territorio. A mio avviso fare parte della regione Emilia Romagna favorirebbe molto una industrializzazione del nostro comune, ma ritengo che Sambuca sia più portata verso una vocazione turistica e perciò è più opportuno mantenerla in Toscana, se non altro perché questa regione è famosa in tutto il mondo proprio dal punto di vista turistico.  Un altro errore, forse il più grave, che secondo me ha messo il sindaco attuale in un vero e proprio cul de sac, è stato quello di avere patrocinato in prima persona la promozione di questo referendum portandola addirittura in Consiglio comunale. Sarebbe stato più prudente fare raccogliere le firme da un apposito comitato e portare la richiesta in consiglio mantenendo l’Amministrazione – Sindaco e Giunta – in una posizione neutrale e al di sopra delle parti.  Un atteggiamento di questo tipo avrebbe permesso di portare avanti in un clima sereno, con calma e in modo indolore anche l’eventuale percorso referendario permettendo una discussione approfondita sull’argomento valutando pro e contro dell’operazione con il contributo di idee dei cittadini. È evidente che ora non si trovi più chi si candida ad amministrare Sambuca, già sarebbe stato difficile anche prima, perché il nuovo Sindaco oltre ai gravosi problemi dati dalla estensione del territorio e dalla scarsa densità di popolazione e di risorse, dovrà ricucire i rapporti con gli altri enti e soprattutto con l’ente Regione Toscana compromessi dalla vicenda referendum. È un compito immane che è bene affidare a un commissario prefettizio che si suppone essere in buoni rapporti con tutti. Quando facevo parte della Giunta Melani, era nata l’ idea di una fusione con il Comune di Pistoia che avrebbe comportato che gli uffici comunali di Sambuca sarebbero diventati sede di circondario della montagna pistoiese con giurisdizione anche sulle frazioni pistoiesi di Pracchia e Orsigna. Non ricordo se era prevista anche l’ inclusione di Le Piastre. Come mai le amministrazioni seguenti non hanno cercato di portare avanti questo progetto? È vero che nel frattempo Pistoia ha cambiato colore politico, ma non mi sembra che l’ attuale sindaco di Pistoia sia persona prevenuta.

La nuova amministrazione dovrà misurarsi su una serie di problemi complessi, a suo pare quali dovrebbero essere le priorità?

Essendo praticamente inattuabile il cambiamento di regione in tempi brevi, una nuova amministrazione comunale dovrà ricucire i rapporti con la Regione e i Comuni toscani, ma dovrà anche portare avanti ottimi rapporti con i vicini comuni emiliani e relativi enti, al fine di risolvere i problemi attuali del territorio nel settore della sanità, del sociale e dei trasporti locali.  In modo particolare vanno concordate convenzioni specifiche per le prestazioni socio sanitarie dei nostri cittadini negli ospedali di Porretta e Vergato e una convenzione che preveda la possibilità di scegliere il proprio medico di base in Emilia Romagna risolvendo il problema della attuale mancanza del medico di famiglia.

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