PISTOIA – Ci rivolgiamo alla redazione di Report Pistoia per portare alla luce una situazione che non riguarda soltanto una singola vicenda personale, ma che rappresenta uno spaccato preoccupante dello stato della sanità pubblica nel nostro territorio.
Sono ambliope (affetto da “occhio pigro”) e recentemente mi è stata diagnosticata una cataratta che sta compromettendo gravemente il mio unico occhio funzionale. Senza un intervento tempestivo, la mia capacità visiva si riduce giorno dopo giorno. Non parliamo di un disagio da poco: per me poter vedere significa poter lavorare e poter guidare, ovvero mantenere la mia autonomia quotidiana e il mio sostentamento.
Nonostante la gravità della situazione e la necessità di un’assistenza tempestiva, la risposta del Servizio sanitario regionale è stata drammatica: liste d’attesa bloccate o chiuse nelle strutture di riferimento della nostra zona (Pistoia e provincia).
Unica disponibilità trovata: un appuntamento fissato per settembre 2027 a Grosseto, a oltre 150 chilometri di distanza.
Oggi la sanità sembra mettere i cittadini di fronte a una scelta inaccettabile: o si attende oltre un anno e mezzo rischiando di compromettere la propria salute e il posto di lavoro, oppure si ricorre alla sanità privata a pagamento. Una soluzione, quest’ultima, che richiede cifre nell’ordine dei 2.000 euro per occhio: una somma che la nostra famiglia, come molte altre in questo momento, non ha la possibilità di affrontare.
Di fronte a questo stallo ho provveduto a inviare formali segnalazioni sia all’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) ormai da moltissimi giorni sia alla Direzione generale dell’Azienda USL Toscana Centro, esponendo la gravità e l’urgenza del quadro clinico. Ad oggi, tuttavia, non abbiamo ricevuto alcuna risposta o presa in carico.
La salute e il diritto al lavoro non possono essere subordinati a liste d’attesa infinite o alla disponibilità economica del singolo. Con questa lettera chiediamo che le istituzioni sanitarie competenti intervengano per garantire un accesso tempestivo e territoriale alle cure necessarie, ripristinando il diritto alla tutela della salute garantito dalla Costituzione.
Sandro Zini









