PISTOIA – Ormai non è più una novità l’impossibilità di avere in tempi ragionevoli visite mediche negli ambulatori della sanità toscana. Salvo poche e particolari patologie, l’unica strada sono le visite private e se si vuole un medico ospedaliero l’accesso all’intramoenia, cioè le così dette visite in “libera professione”.

Sappiamo tutti che la sanità toscana non è fra le peggiori nel panorama italiano ma non bastano le eccellenze, che ci sono, a qualificare un sistema sanitario pubblico degno di questo nome. Per sanità pubblica dobbiamo intendere e includere le visite specialistiche richieste dal medico di base che certamente non prescrive per “accontentare” il paziente (anche se può succedere) ma per esigenze reali alle quali la scienza e la conoscenza del medico generico non sempre sono in grado di rispondere.
Quanto si sta dicendo non sono situazioni astratte ma comprovate dalle molte lamentele di coloro che vorrebbero, e dovrebbero, essere curati dalle strutture pubbliche. E per non essere, appunto, astratti si citano alcuni esempi concreti e esemplificati da un paio di richieste che riguardano la Asl Toscana Centro, vale a dire Prato, Pistoia (con le strutture di tutta la provincia), Empoli: spirometria globale richiesta il 9 maggio 2023 e non trovata disponibilità assoluta; visita pneumologica fatta in pari data, appuntamento il 23 aprile 2024; visita reumatologica prescritta il 30 novembre non trova disponibilità nel calendario del Cup unico a valere sino a maggio 2024. L’aggiornamento sarà fatto a partire da giugno. Stessa situazione per richiesta di visita chirurgia della mano per piccolo intervento con prescrizione da effettuarsi entro 10 giorni: nessuna disponibilità nel calendario. Dunque, vista in libera professione. E chi non può permetterselo non ha altra strada di non curasi o recarsi al pronto soccorso creando disagio e disservizi salvo essere rimandati a casa per mancanza di urgenza.
Si dirà che molte di queste disfunzioni derivano dalla ormai strutturale mancanza di medici ma è una situazione che sta peggiorando mese dopo mese e la cittadinanza non può subire uno stato di cose di cui non si intravede soluzione e di cui la politica rimane troppo a guardare. Serve uno sforzo, un impegno per riportare la Sanità Pubblica al ruolo che compete ad un Paese civile ritenuto avanzato nell’attenzione e cura dello stato sociale. Insomma, un Welfare degno di questo nome.









