FIRENZE – L’azienda Bargilli e le sue famose Cialde di Montecatini: una ricetta originale, con alle spalle una storia molto interessante, e gelosamente custodita da questa famiglia di “artigiani del gusto” che ha fatto delle cialde la propria eccellenza e il proprio “cavallo di battaglia”.
Continua “Sapori al Taste”, rubrica “a puntate” di Report Pistoia per raccontare le aziende del settore enogastronomico, presenti nei territori delle province di Pistoia e Prato, che hanno presentato i loro prodotti di alta qualità al Pitti Taste di Firenze. Una fiera di respiro internazionale, giunta alla sua diciassettesima edizione, che negli spazi della Fortezza da Basso ha ospitato quest’anno circa quattrocento espositori, un record per la manifestazione.
Un viaggio nelle eccellenze e nelle diversità del gusto, fra sapori tradizionali e produzioni locali, con protagoniste aziende attentamente selezionate per la loro storia, il carattere artigianale, la filiera corta, la qualità delle materie prime, la sostenibilità ambientale. Rivolto in primo luogo ai professionisti del settore, Pitti Taste nel corso degli anni si è aperto sempre di più a un pubblico variegato e ha visto crescere la propria affluenza, diventando una delle più rilevanti “vetrine” nazionali per la conoscenza delle eccellenze enogastronomiche “made in Italy” e per la diffusione di una nuova cultura del cibo basata su qualità e artigianalità.

Durante la nostra visita al Taste, ci siamo fermati a parlare con Patrizia Cecchi, responsabile del settore commerciale dell’azienda Bargilli di Montecatini Terme.
Il nome Bargilli è strettamente legato a un prodotto d’eccellenza del nostro territorio, le cialde di Montecatini. Ma come è nata l’idea di questa particolarità, divenuta negli anni il dolce tipico della cittadina termale?
La nostra azienda è nata nel 1936, quando Orlando Bargilli ha rilevato la ricetta delle cialde da una famiglia di pasticceri ebrei di origine boema. Si tratta infatti di una “invenzione” piuttosto recente, sorta grazie all’intuizione di Orlando che ha apportato alcune modifiche alla ricetta originale di probabile origine nordica, forse boema o polacca, facendola “incontrare” con la tradizione toscana e creando così un dolce nuovo e originale.
L’attività di Bargilli è poi continuata con il figlio Paolo e oggi è portata avanti dai nipoti: siamo alla terza generazione, un importante elemento di continuità per far conoscere e apprezzare sempre di più un prodotto che rispetto al suo “vicino di casa”, il brigidino di Lamporecchio, appare ancora un dolce un po’ di “nicchia”.

La produzione delle cialde significa anche alta qualità delle materie prime utilizzate.
La cialda è un prodotto particolarissimo, fatto solo con materie prime naturali e selezionate: il suo “disco” è composto da due sfoglie unite tra loro, gli ingredienti, tutti di provenienza italiana, sono tuorlo d’uovo, latte intero, farina, granella di mandorle pugliesi e zucchero.
Non ci sono grassi e non si usano conservanti: tutto il processo produttivo è svolto artigianalmente, le uova provengono da un allevamento vicino a Montecatini, il latte è quello della Montagna Pistoiese che arriva in azienda direttamente nei contenitori di stagno.
Che cosa significa per Bargilli prendere parte al Taste?
Dopo il debutto dello scorso anno, questa per noi è la seconda partecipazione in assoluto al Pitti Taste.

Abbiamo deciso di tornare alla manifestazione sulla scia del successo della passata edizione e degli ottimi riscontri ricevuti, perché le cialde sono molto apprezzate sia da chi già le conosce e magari vuole “riassaporare” un ricordo legato alla propria infanzia, sia dai “curiosi” che le assaggiano per la prima volta. Per noi è una fondamentale vetrina per valorizzare un prodotto locale e artigianale e per farci conoscere non solo in Italia, ma anche all’estero.
Proprio all’estero si registra un crescente apprezzamento delle cialde.
Sì, anche perché sono un dolce che può essere gustato in qualunque momento della giornata; le cialde sono buone anche da sole, ma volendo possono essere accompagnate da un gelato o da una mousse, cosa che gli stranieri amano fare. E il sapore è ben diverso dalle cialde “industriali” che siamo abituati a trovare spesso nei supermercati o nelle gelaterie.










