mercoledì, Settembre 9, 2026

Sapori al Taste: Desideri, una tradizione di famiglia tra cialde e brigidini

FIRENZE – Le eccellenze dolciarie della Valdinievole prodotte e valorizzate, sempre nel rispetto della tradizione e del territorio, da un’azienda di famiglia dalla storia secolare.

Continua “Sapori al Taste”, rubrica “a puntate” di Report Pistoia per raccontare le aziende del settore enogastronomico, presenti nei territori delle province di Firenze, Prato e Pistoia, che hanno presentato i loro prodotti di alta qualità al Pitti Taste di Firenze. Una fiera di respiro internazionale, giunta alla sua diciottesima edizione, che negli spazi della Fortezza da Basso ha ospitato quest’anno oltre quattrocento espositori, un nuovo record per la manifestazione.

Un viaggio nelle eccellenze e nelle diversità del gusto, fra sapori tradizionali e produzioni locali, con protagoniste aziende attentamente selezionate per la loro storia, il carattere artigianale, la filiera corta, la qualità delle materie prime, la sostenibilità ambientale. Rivolto in primo luogo ai professionisti del settore, Pitti Taste nel corso degli anni si è aperto sempre di più a un pubblico variegato e ha visto crescere la propria affluenza, diventando una delle più rilevanti “vetrine” nazionali per la conoscenza delle eccellenze enogastronomiche “made in Italy” e per la diffusione di una nuova cultura del cibo basata su qualità e artigianalità.

Durante la nostra visita al Taste ci siamo fermati a parlare con Giacomo Desideri, titolare dell’omonima azienda dolciaria di Montecatini Terme, appartenente alla quarta generazione di questa famiglia che con il passare dei decenni ha legato il proprio nome alla produzione di specialità tradizionali come i brigidini di Lamporecchio e le cialde di Montecatini.

Giacomo Desideri e alcune immagini dello stand della pasticceria Desideri di Montecatini al Pitti Taste di Firenze (fotografie di Riccardo Agostini)

Com’è nata l’azienda Desideri e come si è evoluta nel corso del tempo, potendo contare su una continuità familiare e una invidiabile longevità che vi ha portato a oltrepassare il secolo di attività?

La nostra azienda nasce nell’ormai lontano 1911, quando mio bisnonno con i suoi brigidini di Lamporecchio vinse la medaglia d’oro al concorso della Fiera campionaria di Milano: un traguardo che ancora oggi, a distanza di oltre un secolo, ci rende orgogliosi e ci sprona e motiva ad andare avanti e a superare con fiducia le difficoltà, ricordando i grossi ostacoli che a quel tempo i miei nonni e bisnonni hanno dovuto affrontare.

La nostra famiglia è proprio originaria di Lamporecchio e nasciamo come “brigidinai”, siamo stati tra i primi a produrre e diffondere i brigidini nella loro ricetta semplice e tradizionale con uova, farina, zucchero e anice. Nel periodo tra le due guerre ci siamo spostati a Montecatini e da lì mio padre, negli anni successivi, iniziò a produrre le cialde, diventate in seguito e ancora oggi il nostro “cavallo di battaglia”.

Le nostre cialde sono caratterizzate da una sfoglia sottilissima, con uno spessore inferiore al millimetro, e questo conferisce una grande scioglievolezza al palato, mantiene una certa fragranza e produce un’esaltazione dei sapori della sfoglia, fatta con mandorle, zucchero e un pizzico di vaniglia. Il nostro segreto è da un lato la semplicità degli ingredienti usati, pochi ma buoni, dall’altro il processo produttivo lungo e laborioso, necessario per ottenere un prodotto finale genuino, senza l’uso di conservanti o additivi chimici.

Cialde e brigidini sono due prodotti dolciari d’eccellenza della Valdinievole, per i quali sono necessari artigianalità e utilizzo di materie prime di alta qualità.

Sì, insieme al riconoscimento come prodotti tradizionali legati a un determinato territorio che devono essere valorizzati e tutelati. In particolare le cialde di Montecatini rappresentano un prodotto “di nicchia” che in passato poteva contare su un buon numero di aziende produttrici, oggi siamo rimasti in due-tre a produrre le cialde secondo il metodo artigianale e tradizionale. La nostra missione come azienda Desideri è anche quella di fare in modo che non si vada a perdere, presso le nuove generazioni, un prodotto che non è solo un ottimo dolce, ma anche un “pezzo” della storia della nostra città e del nostro territorio.

La vostra azienda ha sviluppato varie strategie per cercare di valorizzare al meglio questo prodotto e renderlo “attrattivo” verso i potenziali clienti.

Sì, per esempio diamo molta importanza al packaging con confezioni di latta che possono essere riutilizzate per vari usi domestici una volta esaurita la loro funzione di contenitori per le cialde. Inoltre l’ultima novità è un’edizione limitata di confezioni di latta dedicate alle Terme Tettuccio di Montecatini, gioiello architettonico della nostra cittadina, alle quali la nostra famiglia e la nostra azienda sono particolarmente legate perché mio padre scelse come logotipo da imprimere sulle nostre confezioni l’immagine della fontana dell’airone e della rana dello scultore Raffaello Romanelli, situata davanti allo stabilimento termale Regina.

Siamo dunque legati in maniera indissolubile a questo territorio e abbiamo il compito di esaltarlo, proponendo quando possibile delle serie di scatole di latta da collezione raffiguranti monumenti o immagini di Montecatini e del suo passato, come le vecchie “cartoline” della città negli anni Trenta.

Abbiamo anche sviluppato un progetto editoriale, dal nome “Il Corriere dei Desideri”, che ogni anno distribuiamo ai nostri clienti e in cui raccontiamo vicende e aneddoti della nostra storia, allo scopo di promuovere la nostra attività ma soprattutto di rafforzare questo legame più che secolare con il territorio valdinievolino.

A questo proposito, a che tipo di clientela e di mercato vi rivolgete?

L’azienda sta crescendo e negli ultimi anni abbiamo sempre più clienti sia presso la nostra pasticceria e punto vendita di Montecatini, sia in Italia e all’estero, dove prodotti artigianali e tradizionali come i brigidini e soprattutto le cialde, ancora poco conosciute fuori dal nostro territorio, stanno riscontrando un buon successo una volta “scoperte”. A partire dalla quarta generazione abbiamo deciso di aprirci oltre i confini della Valdinievole e guardare con crescente interesse anche all’estero, dove c’è un diffuso apprezzamento verso le eccellenze dolciarie italiane.

Che cosa significa per un’azienda come la vostra essere presenti al Pitti Taste?

Siamo tra i “veterani” di questa manifestazione, presenti fin dalla prima edizione; abbiamo preso parte ad altre fiere simili in Italia ma qui abbiamo trovato la nostra dimensione perché secondo me il grande merito di Pitti è quello di aver compreso la necessità di colmare quel “vuoto” rappresentato dalle piccole aziende d’eccellenza, troppo spesso emarginate dalle grandi fiere.

Qui a Firenze aziende a conduzione familiare, con pochi addetti o altamente specializzate in un prodotto hanno la possibilità di mettersi in luce e di farsi conoscere in una vetrina internazionale; per noi è diventato l’appuntamento più importante dell’anno e un’occasione unica da sfruttare per presentare al pubblico le novità, incontrare i nostri clienti e fare la programmazione commerciale.

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