di Antonella Cotti*

In questo nostro comunicato è stato molto difficile trovare le parole da utilizzare per descrivere il gesto così violentemente brutale e efferrato, subito dal bracciante Satnam Singh, ultimo caso di un sistema di omertà e di violenza, di in giustizia e sfruttamento, che da sempre attanagliano molte zone della provincia italiana.
Un sistema strutturale fatto di caporalato e mafia.
Il nostro dolore e la nostra rabbia devono essere indirizzate a far luce su queste situazioni di marginalità e sfruttamento. Occorrono lotte e mobilitazioni unitarie contro questo sistema, serve rispondere nelle piazze e dove è necessario, intervenire con forme anche di aiuto e sostegno economico, con raccolta fondi per i familiari che verranno lasciat* sol*, specialmente quando si tratta di stranieri.
Satnam Singh era sfruttato nel lavoro ed è stato fatto morire in modo disumano da Antonello Novato, che lo ha abbandonato con il braccio staccato da un macchinario mentre lavorava nella sua azienda, anziché portarlo in ospedale. Non possiamo tacere perché il silenzio è complice, non possiamo rimanere indifferenti.
Come Democratiche lotteremo sempre contro questa Italia che abbandona a condizioni di sfruttamento le persone, approfittando del loro stato di bisogno; un Italia che chiude un occhio ed anche due, su imprenditori che corrispondono retribuzioni più basse rispetto a quelle stabilite dal CCNL , orari di lavoro disumani, condizioni igieniche nei luoghi di lavoro inaccettabili, condizioni alloggiative degradanti.
Basta silenzio e indifferenza! Questi uomini , donne e i lori figli e figlie sono tutt* noi.
*Portavoce provinciale Donne Dem










