PISTOIA – “In questi giorni il dibattito sulla sepoltura dei bambini morti prima della nascita è tornato a farsi acceso. Come Associazione Maria Madre Nostra di Pistoia sentiamo il bisogno di dire una parola semplice, senza polemica.

Seppellire non è un gesto ideologico. È un gesto umano.
La legge italiana lo prevede da oltre trent’anni. Il DPR 285 del 1990 dice che anche un bambino di poche settimane, se i genitori lo chiedono, ha diritto a una sepoltura degna. E quando i genitori, magari per dolore o smarrimento, non riescono a chiederlo, sono le ASL, attraverso convenzioni con associazioni di volontariato, a provvedere. Non si tratta di un rifiuto ospedaliero da smaltire. Si tratta di una piccola salma. Una prassi che il Consiglio di Stato ha confermato più volte.
Perché ci sta a cuore?
Ci sta a cuore per quel bambino. Perché fin dal concepimento, come ci ricorda la Chiesa da Donum Vitae a Evangelium Vitae, ogni essere umano ha una dignità che chiede rispetto. Dare una tomba è dire, con un gesto silenzioso ma chiarissimo: tu sei esistito, non sei stato uno scarto.
Ci sta a cuore per la madre. Lo abbiamo imparato ascoltando la testimonianza di tante donne. Lo diceva la psichiatra Wanda Poltawska , lo dicono anche pensatrici laiche e femministe come Naomi Wolf o Julia Kristeva : quando si nega un luogo dove poter piangere, il lutto non si elabora, si rimuove. E la rimozione fa male. Dare un nome e un luogo dove tornare non è colpevolizzare. È permettere di guarire.
Ci sta a cuore per la nostra società. Non è solo la Chiesa a insegnarcelo. Ce lo insegna già Sofocle con Antigone, che sfida lo Stato per dare sepoltura al fratello considerato nemico. Ce lo ricordano filosofi laici come Hans Jonas , Norberto Bobbio, Jurgen Habermas , Vladimir Jankelevich. Una civiltà si misura da come tratta i suoi morti più inermi. Una società che non sa dove mettere i suoi morti più piccoli, alla fine non sa più dove mettere nemmeno i suoi vivi.
Per questo guardiamo con gratitudine a ciò che accade anche a Pistoia, dove la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia assicura da tempo nel suo cimitero un luogo dignitoso per questi bambini. Non è un luogo di giudizio. È un luogo di pietà. Non è contro la donna. È per la donna e per il suo bambino.
Scriveva il filosofo Robert Spaemann che qualcuno è qualcuno non perché ha certe qualità, ma perché un altro lo tratta come qualcuno. Seppellire è il primo, elementare modo per trattare qualcuno come qualcuno.
Chiediamo allora, con semplicità, alle istituzioni sanitarie e comunali di applicare fino in fondo la legge che già c’è, di informare sempre i genitori di questo diritto che hanno, e di continuare a sostenere chi, gratuitamente e nel pieno rispetto della privacy di tutti, si fa carico che nessun bambino resti senza sepoltura.
Nessun bambino è un rifiuto. Ogni bambino ha diritto a una tomba. Restiamo umani”.
Associazione Maria Madre Nostra







