MONTALE – Giovedì 16 luglio alle ore 21, quarta serata letteraria estiva nella corte del Castello della Smilea di Montale.
Ospiti, in dialogo tra loro, Stefano Salmoria con “Occhi scuri che lungamente mi guardano passando” (Effigi) e Alberto Vivarelli con “La bambina di Montmalon (Effigi). Modera l’incontro Maurizio Gori
La rassegna è organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Montale, con Giallo Pistoia, Auser di Montale, Biblioteca Michele Fiesoli e Associazione Amici della San Giorgio.

Occhi scuri che lungamente mi guardano passando
Un brigantino fantasma salpato da Costantinopoli naufraga sulle coste adriatiche del Regno di Napoli, nei pressi di una cittadella arroccata sul mare, dove convivono due piccole comunità, una genovese e una veneziana, divise da antiche rivalità commerciali.
Nella stiva del battello si celano due cose: la peste e un carico di cobalto, destinato ai laboratori del vetro della Boemia.
E proprio intorno a questa polvere, che colora di un blu intenso le acque del golfo, prende forma un progetto dall’esito tragico e un duello di spie che si inseguono lungo i vicoli deserti e le piazze del borgo, battute dal vento e dalle prime piogge autunnali.
Due funzionari della polizia veneziana, accumunati dal destino, dovranno indagare fra indizi labili e memorie perdute, lungo i corridoi di una sterminata biblioteca di ricordi, fino alla soluzione dell’enigma.
La bambina di Montmalon
In una casa della Provenza silenziosa e abbandonata, Adele trova un diario nascosto dietro un vecchio muro. Le pagine, scritte da una giovane donna ebrea, riportano alla luce gli anni della guerra, la fuga dall’Italia e l’attraversamento di un’Europa ferita, in cerca di salvezza dai rastrellamenti e dai campi di sterminio. In quelle parole prende forma un intreccio inatteso: accanto alla protagonista e sua madre compare una bambina, una presenza fragile e misteriosa, che attraversa la storia come un segreto mai svelato. Per Adele non è solo un enigma da sciogliere, ma è un richiamo che la coinvolge in prima persona, come se quella voce interrotta le chiedesse di essere riconosciuta. Un viaggio nel tempo e nella memoria, dove la ricerca della verità si intreccia con il bisogno di dare un volto e una dignità a chi è rimasto nell’ombra.
Fino a fine serata sarà visitabile per l’ultima volta la mostra “L’Incubo dietro l’Angolo”, graphic novel celebrativa dei 40 anni di Dylan Dog, con la riproduzione di 40 tavole originali di un episodio ispirato a un racconto di Edgar Allan Poe disegnato da Daniele Serra.











