PISTOIA – La Rocca di Castruccio a Serravalle Pistoiese quest’anno celebrerà le nozze d’argento fra la Fondazione Caript e il Comune di Serravalle: venticinque anni sono trascorsi da quando, nel 2001, ebbe luogo la prima edizione del Serravalle Jazz “inventata” da Maurizio Tuci, cui confidiamo possa essere riservato un adeguato riconoscimento.
Negli anni si è unita poi la Fondazione Teatri di Pistoia e la collaborazione artistica e organizzativa con Music Pool.
Ne hanno parlato stamattina in una specifica conferenza stampa i protagonisti di questa edizione: Luca Gori, Presidente della Fondazione Caript, Gianni Pini, Presidente e Direttore artistico di Music Pool, Lorenzo Cinatti, Direttore generale Fondazione Teatri di Pistoia, Lorenzo Becciani in rappresentanza del Comune di Serravalle Pistoiese.
Il festival si svolgerà da domenica 23 agosto a mercoledì 26 agosto, e le location saranno la Rocca di Castruccio per i concerti live, l’Ex Oratorio della Vergine Assunta dove si terranno i seminari e altre iniziative legate al festival e la Torre del Barbarossa sempre per i concerti.
Come lo scorso anno per i concerti è previsto un biglietto dal costo di 5 euro fatta eccezione per quello alla Torre del Barbarossa gratuito e gli incontri all’ex Oratorio. Previsto anche un servizio di bus navetta gratuito che sarà attivo durante le quattro serate dalle 20,30 alle 00,30.

Fin dalla prima edizione la Fondazione Caript è sempre stata sostenitrice dell’evento, il Presidente Luca Gori sottolinea l’evento “come un vero e proprio traguardo del sistema di iniziative culturali che danno attenzione ai profili più consolidati per la divulgazione: dai concerti dal vivo ai seminari. Rappresenta altresì una cerniera fra Pistoia e la Valdinievole, con una notevole capacità di coinvolgere artisti di livello internazionale con artisti emergenti”.
Anche per Lorenzo Cinatti della Fondazione Teatri di Pistoia è un evento importante con un programma intelligente che affianca grandi interpreti con una vetrina internazionale a giovani che si affacciano alla musica Jazz.
Lorenzo Becciani dice che questa 25ª edizione è un anniversario che dà lustro non solo all’evento ma anche a Serravalle Pistoiese che lo ospita, “per noi serravallesi è un po’ il culmine di tutti quelli che sono gli eventi della rocca, a cui quest’anno si aggiunge la prima edizione di Serravalle Gioca, una novità assoluta. Poi abbiamo il Serravalle Rock, i festeggiamenti patronali e il Palio degli Arcieri. Il Jazz, a fine agosto aggiunge quel tocco di magia a tutto ciò che viene organizzato in una location magnifica come la rocca di Castruccio. Quattro serate con artisti che rappresentano un po’ sia il lato più classico del jazz ma anche nuovi artisti come Giulia Impache. Un’altra cosa che mi piace sottolineare sono i seminari che rappresentano ormai un un appuntamento per tutti gli appassionati e tanti giovani che si avvicinano al jazz e che poi magari sviluppano una passione che si riversa nei concerti in piazza nella rocca. Il Jazz a Serravalle non dura solo quattro giorni, ma è un percorso culturale che dura poi tutto l’anno”.

Interviene infine Gianni Pini Presidente e Direttore Artistico Music Pool che illustra il programma soffermandosi sugli artisti e i contenuti delle serate del Festival:
Domenica 23 agosto
In apertura alle ore 18.15, all’Ex – Oratorio della Vergine Assunta, il primo del ciclo di incontri,con lapresentazione del libro di Andrea Giuntini, “Una domenica di giugno. Bill Evans al Village Vanguard nel 1961 e altre storie fiorentine di jazz” (Opzioni Editions, 2025) alla presenza dell’autore e a cura di Alessandra Cafiero.
Alle ore 21,00 il primo concerto vedrà protagonista, diretta da Mario Raja, la storica BargaJazz Orchestra, che quest’anno festeggia i suoi 40 anni di attività con un concerto “Wonder in jazz” dedicato alle celeberrime musiche di Stevie Wonder, tutte arrangiate in maniera originale.
Ad impreziosire la serata, la partecipazione di un ospite straordinario: l’armonicista George Maret.
Lunedì 24 agosto
Alle ore 18.15, l’Ex – Oratorio della Vergine Assunta ospita l’incontro a cura di Lorenzo Becciani, “A Love Supreme”, una riflessione sul capolavoro di John Coltrane, ma anche sull’amore per Alice e sulla loro profonda connessione spirituale e musicale.
Alle 21,00 sarà la volta di Enrico Pieranunzi con il progetto originale “Chet Remembered”, in collaborazione con Toscana Produzione Musica ed Imarts, che nasce dal profondo legame artistico e umano tra il pianista romano e il grande trombettista americano Chet Baker, uno dei protagonisti più lirici e poetici della storia del jazz. Non un semplice tributo, ma una riflessione in musica sul modo di pensare e di raccontare melodie, sul valore dell’improvvisazione e sulla tensione emotiva che ha legato Pieranunzi alla musica di Baker sin dai loro primi incontri alla fine degli anni ’70. Saranno con lui in questo progetto: il sassofonista Michele Polga, il trombettista Giacomo Serino, il batterista Mauro Beggio e il contrabbassista Luca Bulgarelli.
Per l’occasione verrà consegnato a Enrico Pieranunzi l’11° premio Renato Sellani, nato da un’idea di Nico Gori. in ricordo della carismatica figura del pianista marchigiano Renato Sellani scomparso nel 2014. Il Premio è assegnato, ogni anno, quale speciale riconoscimento, ad uno dei grandi protagonisti del jazz italiano. Nella nuova sezione del Premio dedicata ad una figura rappresentativa della giovane creatività, primo vincitore per il 2026 è Tommaso Mannelli, tra i protagonisti della serata conclusiva del Festival. Affiancano Nico Gori, nella scelta dei vincitori, Ellade Bandini, Massimo Manzi e Stefania Scarinzi.
Martedì 25 agosto
Alle ore 18.15, all’Ex – Oratorio della Vergine Assunta la presentazione del libro “Brad Mehldau. Ritratto di un pianista eclettico” di Sergio Pasquandrea e Carlo Morena (Edt, 2025), con Alessandra Cafiero in dialogo con gli autori. Mehldau è uno dei musicisti che meglio è riuscito a portare il jazz nel XXI secolo, con dischi sempre accolti come dei veri eventi.
Alle ore 19,30 Torna anche l’atteso appuntamento nello spazio suggestivo presso la Torre del Barbarossa: protagonista Javier Girotto al sax, uno dei maggiori interpreti della commistione tra jazz e musica argentina.
Alle ore 21,00 presso la Rocca di Castruccio, Omar Sosa presenta il suo nuovo progetto “Sendas”, raffinata raccolta di improvvisazioni per pianoforte solo, uscita nel 2025. Pianista eccezionale, poliglotta musicale capace con la sua arte di unire i continenti ed abbattere ogni frontiera, Omar Sosa è un’allegoria dello scambio artistico universale, coltivando coltivando sempre un’intima connessione con le sue origini afro-cubane. “Sendas” è una testimonianza del potere curativo dell’arte: un ponte invisibile che offre uno scorcio di eternità, un eco del nostro essere che risuona ben oltre la fragilità di qualsiasi momento presente. In apertura di serata Giulia Impache, cantante e compositrice italiana, la cui sua ricerca sonora e musicale indaga la voce in relazione al corpo, a livello tecnico ed emotivo. Con lei, Jacopo Acquafresca (chitarra elettrica, synth) e Andrea Marazzi (basso, synth).

Mercoledì 26 agosto
Alle ore 18.15, presso l’Ex – Oratorio della Vergine Assunta, “Le percezioni extrasensoriali di Miles Davis”, incontro nel quale Francesco Martinelli racconta E.S.P. – 1965, il primo disco del quintetto che Miles Davis riunisce dopo la fine della collaborazione con John Coltrane.
Alle ore 21,00 presso la Rocca di Castruccio, In apertura, “My worlds”, il progetto originale Serravalle Jazz 2026 guidato da Tommaso Mannelli, compositore e band leader: continua l’attenzione alle nuove produzioni per il Serravalle Jazz, tre giorni di residenza artistica con 5 musicisti impegnati in una creazione originale. Con Mannelli al sax tenore, Mauro Sarti (chitarra elettrica), Mattia Hagge (tastiere e synth), Dario Lastrucci (basso elettrico), Alberto Della Pietra (batteria).
A seguire Nico Gori in concerto con “Music Around the Clarinet”: in questa nuova produzione, firmata Toscana Produzione Musica, il leader Nico Gori, uno dei musicisti jazz toscani più affermati a livello nazionale e internazionale, esplorerà le potenzialità dello strumento che lo ha reso noto al grande pubblico. Ogni composizione racchiude una piccola storia o una dedica esplicita: brevi racconti musicali, piccoli pezzetti di vita narrati da un caleidoscopico gruppo che, attraverso i timbri, le dinamiche e i colori, valorizza a pieno le composizioni di Gori e si fonde perfettamente con il suono multitimbrico del suo strumento. Con lui, Marco Benedetti (basso elettrico), Andrea Mucciarelli (chitarre), Andrea Beninati (batteria e violoncello), Raffaele Pallozzi (tastiere) e Simone Padovani (percussioni).










