FIRENZE – La rosa della Fiorentina di mister Pioli assume la sua forma definitiva con la chiusura del calciomercato, in un’estate che ha visto i viola registrare numerosi movimenti in entrata e in uscita.
Non è stata una “rivoluzione totale”, ma gli uomini di mercato della Fiorentina si sono mossi tra le conferme di giocatori che hanno fatto bene l’anno passato e restano al centro del progetto tecnico viola (i riscatti dei prestiti di Gudmundsson, Fagioli, Gosens), l’acquisto di giovani motivati e pronti al salto di qualità (Piccoli, Fazzini, Sohm), l’arrivo di elementi d’esperienza internazionale da utilizzare come valide alternative (Dzeko) e la cessione di giocatori in esubero che non rientrano più nei piani (su tutti Nzola, Ikonè, Sottil e Barak).
D’altra parte Stefano Pioli, di ritorno sulla panchina viola, aveva messo le cose in chiaro già dalla sua conferenza stampa di presentazione: questa Fiorentina che ha da poco iniziato una stagione molto lunga e dispendiosa, importante nella storia viola perché condurrà all’anno del centenario, in cui è chiamata a essere competitiva su tre fronti, ha necessità di avere in rosa giocatori dinamici e di qualità, capaci di esprimere al meglio un gioco palla a terra e di mettere in difficoltà qualsiasi avversario.
È una Fiorentina chiamata a lottare su ogni pallone con la massima concentrazione e determinazione quella che il nuovo mister vuole vedere in campo, cercando di trasmettere ai ragazzi tutto il proprio entusiasmo e la propria voglia di far bene, con il sogno di regalare a Firenze un trofeo che in città manca da troppo tempo.
In questo senso la società, il patron Commisso e gli uomini di mercato hanno agito in unità d’intenti, mettendo a disposizione di Pioli una squadra che “sulla carta” (poi, come sempre accade, sarà il campo il giudice supremo delle scelte compiute) presenta ricambi e alternative di buon livello in tutti i ruoli, per sostenere il peso di un calendario fitto e per sopperire a inevitabili squalifiche e infortuni che potrebbero condizionare in negativo il cammino della squadra viola soprattutto in campionato.

Non è esagerato affermare che le mosse più importanti compiute dal presidente e dal suo staff non sono state tanto nell’acquisto di nuovi giocatori, quanto nel trattenere in maglia viola gli elementi più “appetibili” sul mercato, ma proprio per questo fondamentali nel progetto: Kean, reduce da una stagione molto positiva che ne ha sancito la definitiva consacrazione come attaccante di razza, nonostante le sirene dalla Premier è rimasto e ha recentemente rinnovato il suo contratto fino al 2029; Comuzzo, giovane difensore dai grandi margini di crescita, ha rifiutato un’offerta dall’Arabia molto vantaggiosa sia per la società sia per il suo conto corrente. La loro permanenza, insieme alla conferma dell’ottimo De Gea tra i pali, di Fagioli e Gudmundsson a centrocampo e di un utilissimo Gosens sulla fascia, ha ricostituito l’ossatura della squadra attorno alla quale si sono andati ad aggregare ulteriori giocatori di prospettiva e di qualità.
Guardando alle nude cifre, in questa sessione di mercato la Fiorentina ha speso intorno ai 90 milioni di euro a fronte di 60 milioni di euro incassati, per un saldo negativo di 30 milioni: non si può dire che Commisso quest’estate non abbia “messo mano al portafoglio”, anche se il calciomercato insegna che non sono i milioni spesi a determinare necessariamente la qualità dei nuovi arrivi.
Più che “spendere tanto”, bisogna “spendere bene”, come nel caso di Kean l’anno scorso, pagato a un prezzo che oggi verrebbe definito “di saldo” per un giocatore che ha moltiplicato il proprio valore; viceversa, alcuni investimenti della scorsa stagione (Colpani, Folorunsho, Zaniolo) non hanno soddisfatto le aspettative per problemi fisici o caratteriali o di ambientamento, e la Fiorentina non vorrebbe ripetere l’errore di “bruciare soldi” per giocatori poco funzionali agli schemi e al gioco di Pioli.
Il rinforzo più oneroso – nonchè secondo acquisto più costoso dell’intera storia viola dopo Nico Gonzalez – è stato il centravanti Roberto Piccoli, prelevato dal Cagliari per 25 milioni più bonus, che andrà ad affiancare in avanti il confermatissimo Kean, per una coppia d’attacco sulla carta di ottimo livello. Reduce da una stagione da 12 reti e 3 assist in maglia rossoblu, Piccoli è chiamato a confermare le buone cose mostrate in Sardegna e a far crescere il peso offensivo della squadra, in una stagione che lo vede protagonista del definitivo “salto” di categoria. Per dare qualità in mezzo al campo sono arrivati giovani “maturi” come Sohm, Fazzini e Nicolussi, che si aggiungono al riscattato Fagioli, oltre a Lamptey utile come vice Dodò e un Viti in cerca di riscatto dopo alcune stagioni in chiaroscuro per far ruotare i centrali di difesa.
Un discorso a parte merita l’investimento su Gudmundsson, l’anno scorso frenato da noie fisiche, questioni extra calcistiche e un feeling mai del tutto sbocciato con Palladino: questa per l’islandese si annuncia come la stagione della verità, in cui avrà il compito di dare geometrie, fantasia e imprevedibilità alle manovre offensive e soprattutto avere quella continuità di prestazioni e di rendimento che talvolta è mancata, suscitando i malumori di tifosi e addetti ai lavori.
È arrivato poi il già citato Dzeko, “old but gold” reduce dall’esperienza in Turchia nel Fenerbahce di Mourinho, che nonostante i quasi 40 anni sulla carta d’identità può ancora dire la sua dall’alto della lunga esperienza nel nostro campionato e nelle competizioni europee, e si può rivelare utilissimo come riserva da far entrare nel secondo tempo per dare respiro agli attaccanti titolari.

La squadra c’è, la rosa è abbastanza coperta in tutti i ruoli e tocca adesso al mister e allo staff tecnico lavorare con i ragazzi per dare un’identità di gioco che nelle prime uscite si è vista solo a sprazzi: le trasferte di campionato di Cagliari e Torino, entrambe finite in pareggio, hanno mostrato una Fiorentina ancora “in rodaggio” con alcuni esperimenti tattici – il modulo a due punte – da rivedere e migliorare. Dopo la pausa per le Nazionali il calendario non perdona, con una serie ravvicinata di sfide di alto livello e l’esordio nella fase campionato di Conference League, con i viola che dovranno farsi trovare pronti per non compromettere già a inizio autunno le proprie ambizioni.
L’appuntamento per il debutto al Franchi della nuova Fiorentina di Pioli sarà sabato 14 settembre, quando i viola riceveranno i campioni in carica del Napoli in un match che si annuncia già un crocevia importante per i percorsi stagionali delle due squadre.
Di seguito, un riepilogo generale dei movimenti di mercato che hanno interessato la Fiorentina con l’indicazione dei giocatori coinvolti, l’età, la squadra di provenienza o di destinazione e la tipologia di trasferimento.
Acquisti
Roberto Piccoli (attaccante, 24 anni, Cagliari, definitivo 25 milioni)
Simon Sohm (centrocampista, 24 anni, Parma, definitivo 15 milioni)
Nicolò Fagioli (centrocampista, 24 anni, Juventus, riscatto 13,5 milioni)
Albert Gudmundsson (trequartista, 28 anni, Genoa, riscatto 13 milioni)
Jacopo Fazzini (centrocampista, 22 anni, Empoli, definitivo 10 milioni)
Robin Gosens (difensore, 30 anni, Union Berlino, riscatto 7 milioni)
Tariq Lamptey (difensore, 24 anni, Brighton, definitivo 6 milioni)
Hans Nicolussi Caviglia (centrocampista, 25 anni, Venezia, prestito oneroso 1 milione)
Eman Kospo (difensore, 18 anni, Barcelona, definitivo 0,4 milioni)
Mattia Viti (difensore, 23 anni, Nizza, prestito gratuito)
Edin Dzeko (attaccante, 39 anni, Fenerbahce, gratuito)
Luca Lezzerini (portiere, 30 anni, Brescia, gratuito)
Cessioni
Nico Gonzalez (attaccante, 27 anni, Juventus, riscatto 28,10 milioni)
Michael Kayode (difensore, 20 anni, Brentford, riscatto 17,50 milioni)
Sofyan Amrabat (centrocampista, 28 anni, Fenerbahce, riscatto 12 milioni)
Jonathan Ikonè (attaccante, 27 anni, Paris, definitivo 2 milioni)
M’Bala Nzola (attaccante, 28 anni, Pisa, prestito oneroso 1 milione)
Lucas Beltran (attaccante, 24 anni, Valencia, prestito oneroso 1 milione)
Riccardo Sottil (attaccante, 26 anni, Lecce, prestito oneroso 0,5 milioni)
Matias Moreno (difensore, 21 anni, Levante, prestito oneroso 0,5 milioni)
Lorenzo Lucchesi (difensore, 22 anni, Monza, prestito oneroso 0,25 milioni)
Cristiano Biraghi (difensore, 32 anni, Torino, riscatto 0,1 milioni)
Josip Brekalo (trequartista, 27 anni, Real Oviedo, gratuito)
Pietro Terracciano (portiere, 35 anni, Milan, gratuito)
Edoardo Pierozzi (difensore, 23 anni, Benevento, gratuito)
Oliver Christensen (portiere, 26 anni, Sturm Graz, prestito gratuito)
Lorenzo Amatucci (centrocampista, 21 anni, Las Palmas, prestito gratuito)
Alessandro Bianco (centrocampista, 22 anni, Paok Salonicco, prestito gratuito)
Antonin Barak (trequartista, 30 anni, Sampdoria, prestito gratuito)










