mercoledì, Settembre 9, 2026

“Sognare aiuta a guarire”, il Covid raccontato da dentro

di Stefano Di Cecio

PISTOIA – Parlare di Covid pare non essere più di moda. Perché anche le notizie seguono tendenze di gradimento che influenzano la stampa.

La sala Terzani

Ma parlare di Covid, pur essendo argomento considerato da molti desueto, è invece oltremodo necessario se lo consideriamo un’esperienza dalla quale imparare e migliorare, come individui e come comunità.

È su questo tema che si è sviluppato il convegno organizzato alla Biblioteca San Giorgio; pretesto – più che motivato – la presentazione del libro “Sognare aiuta a guarire”, appena pubblicato da Armando Editore.

Annamaria Celesti

La mattinata di lavori si è articolata in due parti, entrambe gestite da Anna Maria Celesti nella sua veste di presidente della Società della salute, lo stesso ruolo che durante la pandemia la trovò a coordinare le varie figure professionali attive nel combattere il virus. La prima parte ha riguardato la presentazione vera e propria del libro, nato dall’esperienza di un ex paziente Covid, Luciano Gamba, un imprenditore lombardo che nel 2021 ha contratto la variante inglese, che lo ha portato a una degenza di 5 settimane in terapia intensiva, della quale Gamba – il morto che cammina, come fu definito quando inspiegabilmente superò la malattia – conservava un groviglio di ricordi confusi, un misto fra sogni e realtà cui non riusciva a dare ordine. Su suggerimento di uno dei medici che lo seguiva nella riabilitazione, iniziò a scrivere questi ricordi, con un diario dal quale ha preso vita il libro.

Durante l’evento alla San Giorgio Luciano Gamba ha raccontato in prima persona i passaggi più significativi del libro, soffermandosi – vista la platea composta principalmente da medici e infermieri, oltre che da un nutrito gruppo di studenti della facoltà di Scienze infermieristiche – soprattutto sulla responsabilità di saper scommettere sul paziente, sulla sua vita, prendendo vie anche diverse dai protocolli standard per personalizzare i percorsi di cura, per renderli quanto più possibile efficaci. Una testimonianza davvero toccante, di attaccamento alla vita reso possibile proprio dal rapporto di fiducia che si era stabilito fra lui e alcuni sanitari.

I sogni di Gamba sono stati razionalizzati da Augusto Iossa Fasano – psicoterapeuta oltre che uno dei co-autori – che ne ha presentato il potenziale terapeutico, in ogni ambito di difficoltà alla salute. Alessandra Chirimischi – giornalista in ambito socio-culturale e formatrice – ha invece sottolineato l’importanza di un altro strumento terapeutico, la scrittura attraverso la quale è possibile esternare e riordinare il disagio. Il convegno è proseguito con la testimonianza di alcuni rappresentanti delle categorie professionali che di più si trovarono in prima linea: Sandra Palandri – oggi l’amministratore unico Far.Com, al tempo presidente Federfarma Pistoia – per le professioni infermieristiche Alice Grieco, Natascia Luzzi e Francesco Branchetti, i medici Paola David e Leandro Barontini.

Leandro Barontini

In tutti gli interventi è stata palpabile l’emozione provocata dai ricordi di quanto accadde a marzo del 2020. Leandro Barontini, che all’epoca dirigeva il reparto Anestesia e rianimazione dell’ospedale San Jacopo ricorda le persone sedate, intubate, che comunque qualcosa  percepivano. Era evidente la mancanza di un piano per affrontare la pandemia, non c’erano le mascherine, non c’erano i farmaci per mantenere sedate e paralizzate le persone che altrimenti non avrebbero sopportato la loro condizione, da qui la collaborazione con altri ospedali meno impegnati nell’emergenza, o le visiere trovate nelle ferramenta. Sempre presente la paura di riportare a casa il virus, in terapia intensiva ricorda il rispetto e la delicatezza con cui gli infermieri si sono approcciati ai pazienti privi di coscienza. Se pur vestiti come palombari si percepiva il sorriso delle persone. Quando è stato necessario ampliare la terapia intensiva, il nuovo ospedale San Jacopo si è dimostrato all’altezza della situazione, la sua struttura ha consentito di cambiare il Setting di degenza, passando dai normali dieci posti letto a ventitré. Le comunicazioni fra infermieri e operatori socio sanitari sono aumentate in maniera enorme per affrontare la necessità di formare nuovo personale con una formidabile la capacità di adattarsi. Non siamo eroi, ha continuato Barontini, la professione sanitaria è una professione d’aiuto;  molti, troppi, sarebbero gli episodi da raccontare. 

Purtroppo gli italiani sono eccezionali durante una emergenza ma quando, durante il periodo di calma, c’è da prepararsi per un eventuale emergenza non siamo preparati. 

Paola David ricorda il territorio in completa confusione. “Il Covid – ricorda – ci ha cambiato tutti, ci ha fatto ridisegnare una professione usando la fantasia, l’intuito, la curiosità, la paura positiva, l’ascolto. Nessuno di noi sapeva cos’era, le informazioni che pervenivano dai mezzi d’informazione provocavano solo paura. Personalmente ho usato, dice, delle vecchie mascherine per la Sars, sacchetti della spazzatura legati ai piedi, camici regalati dai dentisti, ho dormito da sola in una camerina per tre mesi. Racconta: “avevo un paziente con tosse, lo vado a vedere e do una mascherina anche a lui. Visita normale, parametri nella norma ma è strano, passa un giorno, sta meglio, al terzo giorno aumenta la febbre, aumenta la collaborazione con gli altri professionisti, ordino una radiografia. La lastra è strana, sembra polmonite bilaterale, propongo il ricovero, chiedo alla moglie le sue impressioni, lei mi risponde che le sembra strano, più nervoso, risponde male.  Allora non sapevamo che l’anosmia e l’augeusia erano effetti provocati dal virus, mi è servito l’intuito. Questo è solo uno degli esempi annotati in quattro fascicoli di cose del periodo del Covid”.

Alice Grieco che lavora al Setting chirurgico dell’ospedale di Prato, parla per gli infermieri ospedalieri.

“Cosa ha lasciato la pandemia? Innanzitutto sgomento ma il punto centrale non è stato il cosa ma il quanto, indispensabile è stata la capacità di adattamento, una sfida umana da affrontare ogni giorno indossando delle barriere attraverso cui guardare i pazienti i loro sguardi, ascoltare il tono della voce, toccarsi, e prendersi cura di loro”.

Natascia Luzzi, parla di un vento freddo che si è insinuato subdolamente nel loro lavoro.

Palandri, presidente di Federarfarma ricorda che uno dei doveri del farmacista è quello di essere vicini al paziente, ma come?

“Prevenzione innanzitutto – ha spiegato – e imparare alla svelta,  come l’uso del telefono per le ricette che gli anziani non sapevano usare. Con famiglie intere a casa dovevano essere trovate soluzioni alternative come farmaci a domicilio, da qui i preziosi rapporti con il terzo settore, e poi le video call, video conferenze. Due cose importanti a cui hanno fattivamente collaborato le farmacia: l’effettuazione dei tamponi e le vaccinazioni”.

Francesco Branchetti

Francesco Branchetti ha concluso gli interventi.

“Per il timore di potersi dimenticare del Covid, dicevo agli operatori coinvolti in prima persona di scrivere, perché bisogna lasciare una traccia, perché finirà ma deve rimanere memoria di quello che è successo, troppo importante per poter lasciare il ricordo solo ai numeri”. 

Esprime un senso di gratitudine, sentimento delicatissimo, per continuare a parlare e lasciare traccia a quelli che verranno dopo di noi, ringrazia i cittadini e i colleghi per la raccolta fondi  arrivata a 15.000 euro con cui sono state acquistate anche le visiere da ferramenta.

“C’era bisogno di eroi. La dedizione è la quintessenza del prendersi cura.  Il Covid ci ha insegnato come il meravigliarsi e l’essere necessariamente curiosi sono un antidoto a quella fuga che tutti avremmo voluto fare potendo ma non volendo perché le nostre professioni ci chiedono di restare”. 

Il titolo del libro è: “Sognare aiuta a guarire. Sogni, favole, realtà i multiformi volti dell’umano”;

autori: Luciano Gamba, Augusto Iossa Fasano, Andrea Bellone, Alessandra Chirimischi

Editore: Armando, 2023: Prezzo di copertina € 12,00.

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