mercoledì, Settembre 9, 2026

Sopralluogo della Lega al Ponte all’Abate

PESCIA – Sopralluogo del segretario comunale della Lega Gregorio Stiavelli e della consigliera provinciale della Lega Cinzia Cerdini al Ponte all’Abate per capire come procedono i lavori.

Gregorio Stiavelli e Cinzia Cerdini al Ponte all’Abate

Da mesi il Ponte all’Abate è chiuso completamente, isolando in due il paese e mettendo in ginocchio le attività commerciali della zona.

“Stando alle informazioni che giungono dal cantiere, i lavori stanno procedendo a buon ritmo, pertanto la data del 16 aprile dovrebbe essere rispettata – afferma Stiavelli – salvo interruzioni forzate causa maltempo. L’apertura sarà parziale, come già detto, con l’istituzione del senso unico alternato solo per le auto. Per l’apertura totale dovremmo aspettare quasi sicuramente i primi giorni di maggio, se non di più, sperando che la riapertura parziale non sia un espediente per continuare i lavori delle spallette per mesi o addirittura più tempo, considerando lo stato dei lavori ad oggi ancora molto indietro. La Provincia non ha rispettato la scadenza del dieci aprile come previsto e promesso, per di più il rischio di ritrovarsi un cantiere semi concluso prolungato a data da destinare è altissimo, la cittadinanza è esausta e i commercianti lo sono ancora di più e di risposte rincuoranti dalle istituzioni non ce ne sono,forse perché troppo inadeguate per poterne dare”.

La consigliera Cerdini ribadisce le difficoltà vissute dalla cittadinanza e dai commercianti dichiarando: “Ponte all’Abate, il ponte chiuso da mesi, le attività in ginocchio e la presenza sul cantiere a controllo del procedere dei lavori, di chi gestisce attività commerciali, è la dimostrazione dell’aria tesa che si respira qui”.

“Io non lavoro più – denuncia il titolare di un negozio nei pressi del ponte – e oltre al danno economico, subisco anche quello strutturale. Ogni volta che piove, l’acqua entra nel mio magazzino. Ho chiesto più volte alla Provincia di installare una grata per il deflusso, ma non ho mai ricevuto risposta. Però il passo carrabile me lo fanno pagare, puntualmente”.

“È questa la realtà- afferma Cerdini: nessun intervento per prevenire i danni, nessun sostegno a chi subisce le conseguenze della chiusura, solo tasse da pagare e un muro di gomma istituzionale. La situazione è diventata insostenibile. Il ponte non collega più: divide, isola, paralizza. E mentre il tempo passa, le attività muoiono. Il paese aspetta risposte. La Provincia rossa, dalla vergogna”.

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