PISTOIA – La magia del colore, le sperimentazioni cromatiche, la spontaneità e l’immediatezza di una pittura che nasce dall’ispirazione del momento.
Nell’ambito della rassegna “In Arte Bohero”, giunta al suo nono appuntamento, gli spazi interni e la saletta della pasticceria caffè Bohero di Pistoia ospitano la prima mostra personale dell’artista pistoiese Stefano Pazzagli, con una selezione di 23 opere di pittura che danno vita a un percorso espositivo allestito e curato da Giusy Cumbo. L’idea di fondo, come sempre, è quella di portare l’arte, e in questo caso la pittura, all’interno di spazi inconsueti come quelli di una pasticceria, per permettere ai clienti e ai semplici curiosi di poter ammirare e “dialogare” con le opere esposte anche durante la pausa di un caffè, una colazione o un aperitivo.
Stefano Pazzagli, pistoiese classe 1958, ex impiegato di banca e promotore finanziario ora in pensione, dopo la cessazione di questa attività professionale ha deciso di dedicare molto più tempo all’arte e in particolare alla pittura, assecondando una passione che viene da lontano e che non l’ha mai abbandonato.

“Fin da ragazzo mi sono appassionato alla pittura – racconta – e ho sempre realizzato quadri per amici e parenti, poi l’ho messa un po’ da parte per dedicarmi all’artigianato artistico con il legno, dando vita a oggetti come lampade e orologi e portando avanti anche lavori di restauro. Il trasferimento di mio figlio in una nuova abitazione ha rappresentato poi l’occasione per riprendere in mano la pittura e per realizzare una serie di quadri a tema cartoni animati, per l’arredamento delle pareti della casa; è stato un nuovo inizio, che ha portato più persone a conoscere e apprezzare la mia arte, e ho ricevuto richieste di quadri da realizzare su commissione sempre su questo filone. In parallelo però mi sono sforzato di cercare la mia strada e il mio stile all’interno della pittura, cosa che sto ancora facendo, ed ecco come sono nate le tele che Giusy ha visionato e selezionato per l’esposizione in questa mostra”.
Per Stefano, artista autodidatta, si tratta di un debutto: è la sua prima esposizione personale che comprende tele con pittura in acrilico più alcuni collage sempre con pittura acrilica in superficie. Sono opere dal forte impatto visivo, che colpiscono l’osservatore per la loro varietà e vivacità cromatica, con l’utilizzo di macchie, tratti, pennellate e schizzi di colori che si fondono e si sovrappongono in maniera armonica, talvolta anche creando contrasti, ma sempre dando all’opera l’impressione di una forte unità compositiva.

È infatti il colore il filo conduttore della mostra, dal momento che Stefano propone una serie di interessanti studi cromatici a partire dai diversi abbinamenti dei colori. La sua non è una pittura figurativa, ma si può ricondurre a quella fortunata e significativa corrente dell’espressionismo astratto che ha caratterizzato gran parte dei movimenti d’avanguardia nel corso della seconda metà del secolo scorso, e che trova la sua realizzazione in una pittura dove il contenuto raffigurato è lasciato alla libera interpretazione dell’osservatore, tanto che i quadri di Pazzagli non presentano volutamente alcun titolo.
“Credo in un’arte spontanea e libera – continua Stefano – per me non è fondamentale presentare all’osservatore la mia interpretazione o fornire un’unica chiave interpretativa dell’opera, ma voglio lasciare a tutti la possibilità di osservare l’opera seguendo la propria opinione. Per realizzare i lavori qui esposti ho utilizzato il pennello solo per dipingere il fondo della tela, in massima parte ho usato invece spatole di diverse tipologie e dimensioni per i tratti di colore: è l’aspetto cromatico il vero soggetto e il protagonista delle mie opere, tutto parte dal primo tratto di colore sulla tela. E dal colore mi lascio guidare: quando inizio un dipinto non ho già in mente in maniera precisa che cosa ne uscirà, non c’è un’idea già prestabilita, la mia pittura procede in maniera spontanea secondo l’ispirazione del momento”.

Sulle pareti della caffetteria abbiamo quindi l’opportunità di ammirare tele in cui i colori si sovrappongono, si intrecciano, annodano fili invisibili, danno vita a vortici, gocce, sfumature, chiaroscuri e onde, trasmettono una sensazione dinamica di movimento e di straordinaria vitalità. È la magia di un’arte che può piacere o meno, che alcuni possono accogliere con entusiasmo e altri ritenere incomprensibile, ma che ha il merito di farci riflettere sulle infinite possibilità date dalle diverse combinazioni dei colori, utilizzati dall’artista in maniera spontanea e creativa.
Senza dimenticare i collage che Stefano ha realizzato unendo ritagli di riviste e aggiungendo sulla superficie scritte e segni in acrilico, per opere di vera e propria “urban art” che strizzano l’occhio sia ad alcune tendenze della pop art, sia alla street art contemporanea.

“Apprezzo molto l’arte urbana e quella metropolitana dei writers – conclude Stefano – sono fenomeni artistici contemporanei che vorrei ulteriormente approfondire. In particolare mi piacerebbe lavorare con lo spray nella realizzazione di murales, è un tipo di arte che mi intriga. Progetti per il futuro? Ritengo di essere ancora sulla strada della sperimentazione, devo ancora capire e inquadrare bene il mio stile; però ho scoperto che lavorare con l’acrilico e la tecnica del collage mi piace e mi dà soddisfazione, inoltre l’arte urbana e di strada mi fa sentire giovane e mi dà sensazioni molto positive”.
Tutte le opere di Stefano Pazzagli esposte in mostra sono disponibili per la vendita e resteranno visibili al pubblico fino al prossimo 15 novembre.









