mercoledì, Settembre 9, 2026

“Suicidio in carcere, fallimento evidente dello Stato”

PISTOIA – Il suicidio di una persona detenuta in carcere costituisce uno dei fallimenti più evidenti del ruolo dello Stato.

Nel 2013 la Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza Torreggiani, ha condannato l’Italia per le condizioni inumane o degradanti delle nostre carceri. Nel 2024 a 5.837 persone detenute nelle carceri è stato riconosciuto di essere state sottoposte dall’Italia a trattamenti inumani o degradanti. 

Queste morti silenziose, che ieri hanno colpito la casa circondariale Santa Caterina di Pistoia e che negli scorsi mesi hanno visto protagonisti il carcere Dogaia di Prato e Sollicciano di Firenze, interrogano tutte le Istituzioni e le forze politiche. 

Serve una riforma urgente del sistema carcerario, per intervenire sul sovraffollamento. 

Servono risorse per chi lavora nelle carceri, dalle forze dell’ordine agli operatori socio-sanitari e molti altri. 

Occorre credere ed investire nella costruzione di una rete tra istituzioni e terzo settore che possa dare l’opportunità di un riscatto a chi si trova in carcere.

Riccardo Trallori

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