mercoledì, Settembre 9, 2026

Tangenti, niente di nuovo…

di Graziano Cioni*

Graziano Cioni

“Pecunia non olet dicevano” i latini.

La corruzione corre facilitata dal buio calato sulla politica.

Nei primi anni della militanza politica mi piaceva pensare che essere “comunista” significasse avere una morale superiore, che ti elevava al di sopra di chi comunista non era.

Ben presto la rivelazione che uomini e donne onesti/e sono  trasversali a tutti i partiti come traversali sono i corrotti.

Correva l’anno 1985 quando feci arrestare, era la prima volta che mi capitava, imprenditori e funzionari che avevano tentato di corrompermi a suon di milioni di lire.

La proposta di corruzione l’avevano affidata ad un professore universitario che ricopriva un importante incarico  istituzionale: presiedeva il Comitato regionale di controllo sugli atti amministrativi degli enti locali della Toscana.

Persona  stimata e rispettata, messa a quel posto dal PCI.

Mi convocò nel suo ufficio e quando mi disse che se facevo riammettere i fornitori di carne espulsi dalle gare di appalto perché… “spacciavano carne surgelata per carne fresca” … per me c’erano 30 milioni in contanti. 

Per alcuni secondi mi pietrificai, poi pensai di aver capito male, quello che credevo di aver sentito, un comunista non poteva averlo detto.

Rimasi in silenzio per alcuni minuti mentre il professore mi spiegava… aggiungeva che in fondo dovevo solo pronunciare un “si” alla richiesta di riammissione che l’azienda aveva presentato.

Ero rimasto basito.

Ma pensai subito che se dicevo no, al partito non mi avrebbero creduto, lui avrebbe negato o addirittura ero stato io a chiedere il danaro, visto il misero stipendio che percepivo come funzionario di partito.

Mi immaginavo la scena: un professore con cattedra all’Università di Genova in contraddittorio con un ex cenciaiolo di Pontorme .

Dissi di si, accettai.

Uscito dal suo ufficio andai direttamente in Procura e la vicenda finì con l’arresto del professore e dell’imprenditore tangentista.

In seguito ho vissuto altre esperienze che mi hanno confermato che nessuno è al di sopra di ogni sospetto per appartenenza di partito.

C’è chi ha sani principi, crede nei valori primo fra tutti il bene comune, e si impegna con onestà e passione per costruire una società migliore.

Poi ci sono le mele marce… i traditori… i felloni… gli inconsapevoli… e il PD se vuole tutelarsi smetta, se gli è possibile, di pensare che il problema si risolve cambiando segretario.

Prenda atto che fra i Palazzi del potere e il popolo si è formata una distanza siderale.

Comunque andremo avanti in nome di quei milioni di italiani che nei valori ci credono e per i quali in altri tempi hanno dato la vita.

* www.pensalibero.it

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