venerdì, Ottobre 9, 2026

TARI, Confcommercio: “Fallito il confronto. Ci aspettavamo di più per tutelare le imprese” 

PISTOIA – Si chiude senza l’esito auspicato il percorso di confronto avviato nelle scorse settimane tra ConfCom Pistoia-Prato e l’amministrazione di Pistoia sulla vicenda degli accertamenti TARI relativi ai dehors su suolo pubblico, che ha interessato numerose attività di somministrazione della città. 

Dehors in piazzetta degli Ortaggi

“Il nostro obiettivo era trovare una soluzione che garantisse il rispetto delle regole, ma che allo stesso tempo aiutasse le imprese a gestire un aggravio economico che è ricaduto sulle loro spalle”, commenta Confcommercio, ricordando che al centro della vicenda ci sono gli accertamenti recapitati a diversi locali e ristoranti di Pistoia, relativi alle annualità dal 2022 al 2025. 

L’associazione si era mossa da subito, effettuando innanzitutto un censimento per comprendere la portata dell’impatto sulle imprese associate e, successivamente, cercando un’interlocuzione con l’amministrazione per cercare una soluzione nel rispetto delle regole ma che potesse andare incontro alle esigenze delle imprese già costrette a fare i conti con l’aumento dei costi energetici, la contrazione dei consumi e una generale crescita dei costi di gestione. In questo contesto gli accertamenti TARI sui dehors, per dimensione e modalità rischiano di rappresentare un peso che potrebbe mettere definitivamente in ginocchio alcune realtà del territorio. 

A distanza di un mese, però, il confronto con l’amministrazione non ha portato ai risultati sperati: “Dobbiamo prendere atto – aggiungono da Confcommercio – che non è stato possibile arrivare a un punto di incontro. A nostro avviso non è stata colta fino in fondo la portata di un’operazione che coinvolge numerose imprese e annualità pregresse. Nessuno mette in discussione che ciò che è dovuto, se dovuto, debba essere corrisposto. Siamo però convinti che si sarebbero potute individuare modalità diverse nel metodo con cui si è scelto di procedere, così da prevenire le conseguenze che queste richieste possono avere sui bilanci delle attività e, allo stesso tempo, evitare sia alle imprese sia all’amministrazione un contenzioso legale”. 

Gli esercenti valuteranno, infatti, come tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti. 

“Ci saremmo aspettati dall’amministrazione una presa di posizione e un intervento più mirato, proprio alla luce dell’impatto che questa operazione rischia di avere sulle imprese. Parliamo di attività che ogni giorno garantiscono servizi, occupazione e presidio dei nostri centri urbani. Per alcune di loro, questi esborsi possono tradursi in difficoltà concrete e, nei casi più pesanti, anche in scelte drastiche”. 

Secondo Confcommercio, un diverso approccio avrebbe potuto consentire di affrontare la vicenda attraverso un percorso meno oneroso per tutti, evitando a imprese e amministrazione un lungo percorso giudiziario, con costi e tempi a carico di entrambi. 

“Questa vicenda rischia di porre su basi di conflitto, anziché di confronto e collaborazione, il rapporto tra l’amministrazione comunale e il sistema economico locale. In vista delle prossime scadenze dei termini previsti dalla procedura – conclude l’associazione – ci auspichiamo che ci sia ancora la possibilità di individuare una soluzione sostenibile, nell’interesse delle attività, dell’amministrazione stessa e della città”. 

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia